Settembre, ritorno alla quotidianità: come mantenere i buoni propositi

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Alcuni consigli degli psicologi di TherapyChat per rimanere fedeli ai propri propositi: dalla gestione del tempo all’importanza del proprio spazio personale

Settembre è il nuovo gennaio ovvero un mese sul quale si tende ormai a proiettare buoni propositi e obiettivi importanti per affrontare il ritorno alla propria quotidianità con una marcia in più. O semplicemente per dare un cambio di passo alla propria vita, magari partendo da nuove abitudini più salutari o cercando di coltivare nuove passioni, interessi e rapporti.

Ma da che cosa nasce questo bisogno di cambiamento? Gli esperti di TherapyChat, piattaforma di psicologia online, spiegano le motivazioni dietro alla voglia di reinventarci e come è possibile rimanere fedeli alle promesse e ai progetti che ci prefissiamo.

È questione di prospettiva

Durante le vacanze tendiamo a lasciarci andare, a liberarci di ogni impegno e a dedicarci a noi stessi, utilizzando al meglio il tempo libero a disposizione. Avendo l’opportunità di riposare e dare ascolto alle nostre emozioni e ai nostri bisogni, a cui raramente prestiamo attenzione a causa della modalità “pilota automatico” con cui affrontiamo la vita quotidiana, la voglia di reinventarci e migliorare noi stessi si manifesta in maniera naturale. Si tratta di un impulso che ci spinge ad avanzare nella nostra vita, a crescere sia personalmente che professionalmente. Raggiungere nuovi obiettivi è qualcosa di intrinseco e connaturato all’essere umano: sforzarsi per raggiungerli e superarsi ogni giorno ci dà soddisfazione e ci fa sentire che stiamo prosperando. Tuttavia, la tendenza a prendere in considerazione nuove sfide è più accentuata quando la mente è libera, non stimolata in modo eccessivo e sotto stress come avviene durante l’anno.

Il distaccamento vacanziero dalla routine quotidiana ci permette quindi di osservare determinate situazioni da una prospettiva diversa, senza l’influenza delle circostanze movimentate e stressanti a cui siamo abituati durante l’anno. L’arresto temporaneo del nostro ritmo di vita frenetico ci spinge a voler scegliere nuove strade e a rivedere i progetti di vita. Dopo un periodo di

riposo, senza orari fissi o regole, tendiamo infatti a tornare con più energia e prospettiva, motivati a stabilire un nuovo ordine e a riorganizzare i nostri obiettivi e le nostre priorità. In altre parole, è il momento ideale per apportare cambiamenti e dare una nuova svolta.

Tra il dire e il fare…

Purtroppo, però, non è sempre facile mantenere i buoni propositi e portare a termine i progetti che ci prefissiamo per “cambiare la nostra vita”, soprattutto una volta riassorbiti dalla frenetica routine quotidiana. Inoltre, è stato dimostrato come il cervello abbia difficoltà ad assimilare i cambiamenti e a stabilire nuove abitudini, in quanto ciò presuppone un elevato sforzo e dispendio di energie. Questo fa sì che ci risulti più facile prediligere regimi consolidati e, in generale, all’interno della nostra “zona di comfort”.

Ma quali sono, a livello psicologico, i campanelli d’allarme a cui prestare attenzione che ci spingono a non portare avanti i buoni propositi e trasformarli in un’abitudine?

Secondo gli esperti di TherapyChat, quando ci lasciamo sopraffare dalla pigrizia e dalla riluttanza, è tipico provare una sensazione di disagio o malessere, solitamente mascherata da tristezza, ansia o apatia: uno stato d’animo che nasce inconsciamente quando smettiamo di prenderci cura dei nostri bisogni e ci allontaniamo dal nostro obiettivo.

Un altro comportamento a cui prestare attenzione e che costituisce un esempio di procrastinazione, è l’atto di trascorrere sui social network, o su qualsiasi altro mezzo di comunicazione, più tempo del dovuto, nell’intento di rimandare un’attività che ci eravamo prefissati di portare a termine. Altre volte, ci capiterà di avere difficoltà a trovare il momento giusto per iniziare qualcosa che ci siamo ripromessi di fare o ancora di non sapere da dove iniziare. In altre parole, i segnali a cui dobbiamo prestare attenzione e che ci allontanano dalla realizzazione dei nostri buoni propositi si traducono in atteggiamenti di elusività nei confronti dei compiti prefissatici, rimandandoli fino a che non si ha più tempo e la stanchezza si fa sentire.

Detto questo, per creare nuove abitudini è necessario lavorare sodo e unire tutti gli sforzi per combattere la pigrizia e gli stimoli quotidiani che ci distolgono dai nostri obiettivi.

Come rimanere fedeli ai propri propositi?

La prima regola, spiegano gli esperti di TherapyChat, è sicuramente avere, o sviluppare, un “perché”, ovvero una motivazione che ci spinge ad impegnarci in un determinato progetto. Questo aiuterà a non procrastinare e a non deviare dall’obiettivo quando le circostanze non sono favorevoli. Altri consigli sono:

Progettare il proprio “spazio personale”. Lo spazio personale è inteso come quel luogo non fisico che comprende un tempo specifico in cui possiamo stare da soli con noi stessi, permettendoci di identificare ed esprimere le nostre emozioni, i nostri pensieri e le nostre sensazioni fisiche; ascoltare e prestare attenzione ai nostri bisogni

Fare un inventario dei propositi più importanti che si sono raggiunti nella vita, con particolare attenzione a quelli di cui si è stati più orgogliosi, ricordando come li si è raggiunti, valutando lo sforzo investito e come ci si è sentiti in quel momento.

Dedicare qualche minuto alla fine della giornata al silenzio (bastano 5-10 minuti al giorno) per individuare come ci si sente rispetto a ciò che si è fatto o non fatto durante la giornata, come riflessione che invita a cambiare o migliorare ciò che non ci fa stare bene.

Suddividere i compiti in attività quotidiane da scrivere su un foglio: ciò aiuterà a poterli a termine più facilmente. È importante sforzarsi di fare qualcosa, anche di piccolo, ogni giorno, senza rimandare all’indomani.

Infine, è importante essere chiari con sé stessi sui propri obiettivi e sulle motivazioni che ci spingono a volerli raggiungere. Per questo è importante fissarli così che siano misurabili nel tempo (utilizzando magari anche tool digital e app) e specifici, oltre che rilevanti per la nostra persona. In tal senso l’uso che si fa del proprio tempo è essenziale e anche qui si può partire da alcuni piccoli accorgimenti:

Controllare e limitare il tempo e l’uso dei dispositivi e dei social network.

Evitare di arrivare in ritardo agli appuntamenti. È un modo per educare e ottimizzare il proprio tempo, che sarà utile applicare ad altre aree della vita personale e professionale.

Pianificare bene la settimana e rivedere i compiti giornalieri assegnati con 24-48 ore di anticipo, per evitare imprevisti dell’ultimo minuto.

Ad ogni modo, la cosa più importante da ricordare è che dove si pone l’attenzione, si pone l’intenzione. E se si perde di vista inizialmente il proprio obiettivo si può sempre ricominciare, l’importante è non fermarsi di fronte alla prima battuta d’arresto.