Sindacati in piazza contro i licenziamenti, Orlando: ‘Interverremo’

35

FIRENZE – Il rischio sociale “esiste, non va drammatizzato, credo che ci siano gli strumenti per gestirlo, ma il rischio esiste e credo sia sbagliato rimuoverlo o negarlo come si è fatto nel dibattito pubblico. Il rischio esiste perché anche quando ci sarà la ripresa non è detto che porti con sè una proporzionale ripresa dal punto di vista occupazionale e non è detto che l’occupazione ritorni nei settori in cui si è perduta”. Lo ha detto il ministro del lavoro Andrea Orlando a Live In Firenze di SkyTg24, commentando la manifestazione di ieri dei sindacati. “Io credo che l’ascolto sia fondamentale. Siamo in una fase in cui credo che vada rafforzato il dialogo sociale. E’ fuori discussione che ci sia attenzione alle questioni che pongono i sindacati. In che termini queste questioni verranno accolte chiedono è una discussione che si sta facendo”, ha aggiunto Orlando replicando alle richieste che arrivano dai sindacati.

“Noi ci siamo siamo già mossi nell’ottica della selettività con il Sostegni uno, perché abbiamo distinto tra aziende con e senza ammortizzatori sociali. Quindi è già stata fatta questa scelta e imboccata questa strada: credo che si possa ulteriormente sviluppare guardando ai settori che hanno sofferto di più, ai quali credo sia utile dare un po’ di tempo, banalmente per non avere contemporaneamente una serie di crisi che si piazzano in un momento in cui la ripresa non si è pienamente consolidata. Questa è la riflessione da fare e che stiamo facendo”.

Un provvedimento di qui al primo luglio? “Io sono sicuro che ci sarà un reintervento, perché una parte delle risorse che sono state stanziate non sono state utilizzate. Poi penso che si possa anche agganciare un intervento che arrivi in tempo utile e che tenga conto di questi aspetti”. Il metodo allo studio, ha spiegato: “cerchiamo di capire esattamente dove si è usata più cassa, dove si è dovuto ricorrere di più agli ammortizzatori di carattere straordinario e sulla base di questi proviamo a costruire degli strumenti che tengono conto di questi dati”.