Tensioni commerciali USA – Cina, le preoccupazioni di Confragricoltura

Frutta agroalimentare

ROMA – “L’inasprimento delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina avrebbe effetti particolarmente negativi sull’andamento degli scambi e sulle prospettive dell’economia a livello mondiale. Sono a rischio anche le esportazioni di prodotti agroalimentari”. Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha così commentato l’annuncio del presidente Trump sull’aumento, che dovrebbe scattare venerdì prossimo, dei dazi sulle importazioni dalla Cina per un valore di 200 miliardi di dollari.

“Le tensioni in atto da quasi un anno – ha proseguito Giansanti – hanno già alterato i consolidati flussi commerciali. Le esportazioni agroalimentari Usa verso la Cina sono diminuite di circa 10 miliardi di dollari alla fine dello scorso anno. La soia americana, non più competitiva sul mercato cinese per effetto dei dazi, è stata indirizzata verso l’Unione europea. Nel giro di pochi mesi, gli Stati Uniti hanno preso il posto del Brasile quale primo fornitore di semi di soia dell’Unione. Oltre il 70% delle importazioni totali arriva ora dagli Usa”.

“Ci auguriamo che l’annuncio del presidente Trump sia solo una battuta d’arresto – ha aggiunto Giansanti – nel contesto di un difficile negoziato, sull’esito del quale fino a qualche giorno fa prevaleva l’ottimismo anche alla Casa Bianca”.

Intanto, si avvicina un’altra scadenza che riguarda direttamente l’Unione europea. Entro il 18 maggio, a meno di proroghe che al momento non sono all’ordine del giorno a Washington, il presidente Trump deve decidere sull’applicazione di dazi aggiuntivi sulle auto importate dalla UE. Sulla base di un rapporto inviato, a marzo, alla Casa Bianca dal dipartimento Usa per il Commercio, le importazioni in questione sono state definite un rischio per la sicurezza nazionale.

“L’applicazione dei dazi Usa sulle auto imporrebbe il varo di misure di ritorsione da parte della UE – ha evidenziato Giansanti -. Non possiamo escludere l’avvio di una guerra commerciale che andrebbe evitata in ogni modo. Le esportazioni agroalimentari sono a rischio di una pesante riduzione”.

L’export agroalimentare dell’Italia destinato agli USA supera i 4 miliardi di euro l’anno. Quello americano è il primo mercato di sbocco fuori dalla UE; il terzo in assoluto dopo Germania e Francia. Vini, olio d’oliva e formaggi, insieme alla pasta, incidono per oltre il 60 per cento sulle esportazioni totali in valore. Da solo, l’export di vini assicura introiti nell’ordine di 1,5 miliardi.