Musica

“This Was Siberia”: il nuovo viaggio sonoro di Friedrich e Mattia Dallara

Un viaggio avant‑garde tra pianoforte, elettronica e memoria visiva, ispirato a filmati familiari degli anni Novanta ambientati in Siberia

E’ uscito il 12 giugno “This Was Siberia”, il nuovo album firmato da Friedrich – progetto artistico di Federico Squassabia – insieme al musicista e sound engineer Mattia Dallara. Pubblicato da Memory Recordings con distribuzione Believe, il lavoro nasce dall’incontro tra suono e memoria visiva, trasformando il pianoforte e l’elettronica in una mappa emotiva che attraversa luoghi lontani e ricordi sospesi.

Il progetto prende forma a partire dalle immagini dell’archivio familiare della visual artist Dilyara Vakhitova, filmati degli anni Novanta girati nella Siberia occidentale. Scene quotidiane, una famiglia che costruisce la propria vita in una terra non originaria, un passato che riaffiora trent’anni dopo. Le riprese diventano materia viva, dialogano con il suono e lo trasformano: non un semplice accompagnamento, ma una conversazione attraverso il tempo.

Nel disco, il pianoforte si muove tra silenzi, risonanze profonde e gesti essenziali, mentre l’elettronica modella spazi, interferenze emotive e correnti invisibili. Il risultato è un concept immersivo, un viaggio che restituisce la Siberia come luogo reale e insieme stato interiore: gelo, attesa, luce obliqua, memoria che emerge senza spiegazioni.

“This Was Siberia” si colloca a metà strada tra esperienza musicale e opera audiovisiva. È un dialogo contemporaneo con gli anni Novanta, una lettera d’amore a un tempo che ha segnato un’intera generazione. Un invito all’ascolto profondo, dove il suono diventa lente e le immagini si trasformano in echi, come un sogno che affiora dal ghiaccio.

Il percorso artistico di Federico Squassabia conferma la sua natura poliedrica: oltre 3 milioni di streaming con il progetto Friedrich, collaborazioni trasversali e una presenza costante nei festival italiani e internazionali. Accanto a lui, Mattia Dallara, figura di riferimento nella produzione e nella ricerca elettroacustica, con una carriera che attraversa studi di registrazione, tournée e collaborazioni con artisti di primo piano.

Con “This Was Siberia”, i due autori firmano un’opera che unisce ricerca, intimità e visione, ridefinendo i confini tra musica, immagine e memoria.

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Pubblicato da
Redazione L'Opinionista
Argomenti: album

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