Puoi ottenere fino a 1.000 euro di bonus se hai questo importante requisito. Come funziona, nello specifico.
Nel tempo, gli incentivi erogati dal governo hanno dato modo a molte categorie di cittadini, di accedere a dei sostegni, per affrontare varie spese e necessità.
Di recente, l’Agenzia delle Entrate ha reso pubbliche le bozze dei Modelli dichiarativi 2026, in merito ai redditi generati nell’anno corrente. Sono documenti che attualmente non sono definitivi, ma importanti per farsi un’idea della direzione della politica fiscale e le novità che riguarderanno contribuenti, impremnditori e lavoratori.
Le bozze dei modelli dichiarativi in questione interesseranno Modello 730, Redditi Persone Fisiche, Certificazione Unica, Redditi Società ed Enti, Modello 770, IVA, IRAP. Dalle bozze si evince una particolare attenzione nei confronti di sussidi per redditi medio-bassi, lavoro stabile, imprese che sono in regola, e sul semplificare il meccanismo tributario.
Per quanto concerne i modelli dichiarativi 730, Redditi PF e Certificazione Unica, si introduce un sostegno economico fino a 960 euro per i lavoratori che hanno un reddito totale che non oltrepassa i 20 mila euro.
Peraltro, l’importo in questione non va neppure a formare reddito imponibile, e quindi è un vero e proprio vantaggio. Per i redditi che superano 20.000 euro, si prevede una detrazione fiscale fino a 40.000 euro, che si attua in modo diretto sull’imposta lorda. Lo scopo è ridurre il peso fiscale per i redditi medio-bassi.
Tra le novità più interessanti c’è il bonus affitto per lavoratori, che riguarda coloro sono assunti a tempo indeterminato nel corso dell’anno corrente. Il datore di lavoro potrà erogare oppure dare, a titoli di rimborso, fino a 5.000 euro all’anno per contribuire al pagamento dei canoni di affitto e spese di manutenzione della casa locata, del lavoratore.
Il provvedimento è ideato per agevolare l’occupazione a lungo termine e sostenere il lavoratore. Questo perché, spesse volte, gli affitti sono cari. Sempre nei modelli dei redditi per società ed enti vi sarà una imposta sostitutiva per coloro che hanno deciso di aderire al concordato preventivo biennale 2025-2026.
Lo scopo è quello di dare maggiore sicurezza sul peso fiscale e agevolare la pianificazione economica. La riforma fiscale, dunque, sembrerebbe maggiormente attenta a famiglie e lavorativi, pronta a dare input a imprese che investono e sono in crescendo e direzionata verso la semplificazione delle varie normative.
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