
“Questo è un giorno molto triste per l’America – ha detto Trump, incontrando la stampa in aeroporto, sotto la pioggia, prima di risalire sul suo jet privato – ciò che sta accadendo è una persecuzione di un avversario politico. Non doveva succedere in America. Questa è la persecuzione nei confronti di una persona che è in testa nei sondaggi con numeri molto importanti nelle primarie repubblicane e sta superando Biden di molto. Quindi se non lo si può battere, lo si perseguita. Non possiamo permettere che questo accada in America”.
Durante l’udienza l’ex presidente ha risposto solo alle domande di rito, declinando le sue generalità, confermando di non aver assunto farmaci e, soprattutto, dichiarandosi “non colpevole” prima di essere rilasciato. Fuori, intanto, centinaia di manifestanti pro e contro Trump facevano sentire la propria voce per chiedere “giustizia”, in un senso o nell’altro. Resta da capire cosa accadrà nella corsa alla Casa Bianca se Trump dovesse essere condannato. Tecnicamente la Costituzione americana, anche se non prevede, espressamente, simili fattispecie, non impedisce a un condannato di candidarsi e, se mai Trump dovesse vincere, sembrerebbe che possa addirittura auto-graziarsi.










