Ucraina, Gentiloni: “Servono nuovi strumenti o fondi comuni”

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GentiloniPARIGI – Un altro piano europeo, stavolta per la guerra in Ucraina: “dovremo creare nuovi strumenti o fondi comuni”, afferma il commissario all’Economia, Paolo Gentiloni, in un’intervista a Le Monde. Bisogna finanziare la strategia sull’autonomia energetica dal gas russo, ma anche l’aumento delle spese in difesa, i costi dei profughi: “siamo di nuovo di fronte ad un momento cruciale, come due anni fa con il Covid”. Dopo che lockdown e misure restrittive sul Covid, decise dai governi, innescarono nel 2020 il peggior crollo delle economie europee dal dopoguerra, gli stessi esecutivi Ue concordarono un piano di rilancio, Next Generation Eu, finanziato da emissioni comuni. Un copione che potrebbe ripetersi.

Secondo Gentiloni il vertice del 10 e 11 marzo dei capi di Stato e di governo dell’Ue a Versailles “sarà un momento chiave per l’Europa. Se i leader lo chiederanno, la Commissione sarà pronta a lavorare su diversi scenari”. Anche a un eventuale nuovo piano finanziario con emissioni comuni dei 27? Gli viene chiesto. “In tre settimane il mondo è cambiato e mi aspetto che gli europei manifestino la loro volontà di agire assieme e in maniera forte. Solo così potremmo affrontare il rischio di stagflazione che è davanti a noi. Gli europei devono dare prova di unità e di ambizione. Non è semplice ma sono straordinariamente Uniti, di sicuro Putin non se lo aspettava. Sono piuttosto fiducioso”.

Nelle sue ultime previsioni la commissione europea stimava una crescita 2022 al 4% ma “è evidentemente che sarà più debole. E al tempo stesso l’inflazione sta decollando”. Quanto alle sanzioni contro la Russia e alle continue pressioni per inasprirle ulteriormente, “dobbiamo essere onesti con noi stessi: anche se adottassimo nuove sanzioni sull’energia non è certo che fermerebbero Putin sul breve termine. Ci sono molti modi di finanziare queste operazioni militari, non solo dai proventi dell’export di gas e di petrolio. E questa guerra durerà, quali che siano le sanzioni economiche che adotteremo”.

Sulle ipotesi estromettere tutte le banche russe dal circuito di comunicazioni Swift “nulla è escluso – risponde ancora Gentiloni – ma dobbiamo prendere in considerazione l’impatto che nuove sanzioni potrebbero avere sulle nostre economie. E dobbiamo anche lavorare all’attuazione delle sanzioni già decise, in modo da evitare che gli oligarchi messi nel mirino e che hanno beni in vari paesi possano aggirarle”.