ROMA – “A Bruxelles porto la voce concreta della nostra Isola e dei nostri territori. L’Italia si è posta obiettivi ambiziosi per il 2030, come il 73% di occupati e la riduzione della povertà, ma dietro ai numeri ci sono le persone: giovani che non devono essere costretti ad andarsene e lavoratori che hanno bisogno di riqualificarsi. Puntare sulla qualità del lavoro e sulla lotta al ‘lavoro povero’ significa adattare le risorse alle esigenze locali. Le politiche sociali non si fanno con parametri generali, ma garantendo la centralità del principio di sussidiarietà: meno burocrazia centralizzata e più flessibilità per le Regioni, che conoscono le reali fragilità territoriali.
Guardando alla riforma del prossimo quadro finanziario 2028-2034, la semplificazione non deve tradursi nel depotenziamento delle risorse destinate al sociale. Serve preservare fondi certi e individuabili: il Fondo Sociale Europeo ha valore solo se si trasforma in opportunità concrete per chi cerca lavoro e per i territori che rischiano di restare indietro”. Così il deputato Dario Giagoni, intervenuto a Bruxelles in rappresentanza dell’Italia e della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, alla riunione interparlamentare sul futuro del Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+) ospitata dal Parlamento europeo.