Ue propone lista nera per i vettori coinvolti nel traffico di migranti

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STRASBURGO – La Commissione europea e l’Alto Rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell’Ue hanno proposto oggi a Strasburgo una serie di misure contro gli operatori dei trasporti che praticano o facilitano la tratta di esseri umani verso l’Unione. La proposta interviene nel quadro della risposta al regime bielorusso, che ha strumentalizzato i migranti irregolari, favorendone il flusso e la concentrazione ai confini con Polonia, Lituania e Lettonia per mettere sotto pressione l’Ue. Le nuove misure, che dovranno essere adottate dal Consiglio Ue in co-decisione con il Parlamento europeo, si aggiungeranno agli strumenti già a disposizione per sostenere gli Stati membri colpiti da questi “attacchi ibridi”, come li definisce la Commissione.

“I tentativi di destabilizzare l’Ue strumentalizzando le persone non funzioneranno. L’Ue è unita e sta intraprendendo varie azioni per risolvere la situazione alle sue frontiere esterne con la Bielorussia. Come ho annunciato due settimane fa, oggi presentiamo una nuova proposta per la creazione di una lista nera degli operatori di trasporto coinvolti nel traffico o nella tratta di esseri umani verso l’Ue. Non accetteremo mai lo sfruttamento delle persone a fini politici”, ha detto la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen (foto).

Una nota dell’Esecutivo Ue rileva che “i recenti avvenimenti al confine dell’Unione con la Bielorussia non avrebbero potuto verificarsi senza la partecipazione consapevole o inconsapevole allo sfruttamento delle persone da parte di alcuni operatori dei trasporti, con un pesante tributo umanitario e costi elevati per la sicurezza alle frontiere esterne dell’Unione e la stabilità nella regione”. Il nuovo quadro giuridico proposto oggi consentirà all’Ue di adottare misure mirate nei confronti degli operatori di qualsiasi modalità di trasporto (terrestre, aereo, fluviale o marittimo) che pratichino o facilitino il traffico o la tratta di esseri umani verso l’Unione europea. Le misure saranno “proporzionate e determinate caso per caso”, e andranno dalla limitazione delle operazioni sul mercato dell’Unione, alla sospensione di licenze o autorizzazioni, dalla sospensione del diritto di fare rifornimento o di fare manutenzioni nell’Ue, al divieto di transitare dall’Unione o di sorvolarla e di effettuare fermate tecniche o scali nei suoi porti.