Un italiano su due è preoccupato per il lavoro che resta incerto

ROMA – Un italiano su due e’ preoccupato per il lavoro che resta incerto: e’ quanto emerge dal primo Rapporto Censis-Ugl dal titolo “Italiani, lavoro ed economia oltre l’emergenza Covid-19”, realizzato per il 70esimo anniversario di fondazione del sindacato. Il Covid-19 sta costringendo tutti a misurarsi con sconvolgimenti della vita che resteranno nel tempo, si legge.

Il Rapporto Censis-Ugl delinea uno spaccato delle condizioni reali e degli stati d’animo prevalenti nella popolazione, aiuta a capire gli effetti della pandemia sul lavoro e a conoscere le paure degli italiani, nella prospettiva futura di una ripresa del sistema economico che sara’ forte di una rinnovata fiducia verso i corpi intermedi come i sindacati.

Dalla ricerca emerge la preoccupazione per il lavoro, che resta incerto amplificando cosi’ le paure del 50% degli italiani. Lo confermano anche i dati diffusi dall’Istat, che indicano come gli inattivi tra i 15 e i 64 anni siano a marzo in forte crescita di 301mila unita’, con un tasso di 0,8 punti che lo attesta al 35,7%.

Inoltre, a preoccupare e’ anche il corposo calo del Pil, stimato dall’Istat nel 4,8% in termini tendenziali. Dal Rapporto Censis-Ugl si evince poi che il 57,1% degli Italiani risulta pessimista sul proprio avvenire, il 25,5% e’ ottimista e il 17,4% non ha le idee chiare al riguardo. Tra i timori anche quello di perdere i propri risparmi (61,4%), acuito dal diffondersi della pandemia (il 79,3% si sente meno sicuro rispetto al passato).