
La corte territoriale aveva ritenuto insussistenti gli “errori di fatto” allegati nel ricorso, sottolineando che “tutti e quattro” i consulenti incaricati nel procedimento “avevano escluso la sussistenza del nesso causale” tra la “patologia autistica” e la “vaccinazione”.
La Cassazione ha ritenuto congrua la decisione dei giudici dell’Aquila “e’ da escludere – si legge nella sentenza depositata oggi dalla Suprema Corte – la natura solo apparente della motivazione adottata dalla corte d’appello, la quale ha dato conto, sul piano formale, delle competenze di ciascuno dei consulenti incaricati e cosi’ dell’ampiezza dell’indagine svolta, caratterizzata dal concorso di distinte ma integrate professionalita’, fra cui quella nel settore della neurologia comprendente lo studio dei disturbi o sindromi dl cosiddetto spettro autistico”.
La corte d’appello, sottolineano ancora i giudici di piazza Cavour, “ha fatto oggetto di specifico e adeguato esame la questione della valutazione, da parte dei consulenti d’ufficio, della sussistenza di un nesso causale tra le vaccinazioni e l’insorgenza del disturbo, dando conto delle posizioni assunte dagli esperti anche sulla base di dettagliati richiami ai loro elaborati”.











