L’incremento si è osservato nelle diverse coorti d’età coinvolte negli ultimi anni (dal 1952 al 1958) e nei fragili (Bpco e malattie cardiovascolari), nel programma di prevenzione del Fuoco di Sant’Antonio. Il dato, raccolto grazie all’attività di 117 medici di famiglia, è emerso dal convegno ‘I risultati di un progetto di medicina d’iniziativa per la vaccinazione contro Herpes zoster in Regione Piemonte; i protagonisti del territorio nelle vaccinazioni dell’adulto’, che si è svolto a Torino.
Il progetto torinese – spiega una nota – dimostra che è possibile portare la prevenzione vicina al cittadino e che, rendendo più semplice l’accesso alle vaccinazioni con opportunità semplici e dedicate per la prevenzione vaccinale, migliorano i risultati dei programmi ‘opportunistici e di iniziativa’ per somministrazione vaccinale. “Il nostro progetto mette in luce una volta di più il ruolo del medico di medicina generale e le sue caratteristiche di capillarità, accessibilità, rapporto di fiducia – afferma Paolo Morato, referente area Vaccini Fimmg Piemonte e responsabile scientifico del progetto – Ma soprattutto, mostra chiaramente come esista una sempre maggiore consapevolezza nel medico dell’importanza della medicina di iniziativa nella prevenzione delle malattie prevenibili con la vaccinazione dei propri assistiti”.
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