Veltroni sul caso Forza Nuova: “Dare un segnale importante”

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MILANO – Walter Veltroni è intervenuto questa mattina in diretta durante “Non Stop News” con Luigi Santarelli, Giusi Legrenzi e Roberto Rendina: “In qualunque ambito oramai si è sottoposti all’implacabile giudizio del tribunale permanente, quello dei social. Io consiglio di fare il sindaco, è il lavoro più bello che io abbia mai fatto. Credo che, per chi ha passione civile, sia veramente una condizione ideale. Sei in costante rapporto con la tua comunità, ne condividi ansie, certezze, speranze, scelte, problemi e poi, soprattutto, puoi risolverli. Se tu riporti la luce in un quartiere dove non c’era oppure se consenti a dei bambini che hanno dei problemi particolari di ottenere le alimentazioni giuste a scuola, se alla famiglia di un ragazzo disabile garantisci che dopo di loro ci sarà qualcuno che si occuperà del figlio puoi trasferire i tuoi ideali in azioni concrete ti ritrovi in una condizione difficile ma molto bella. Io giro per Roma, vedo tante cose che sono state realizzate grazie al lavoro, grazie alla fatica. Non c’è lavoro pubblico o istituzionale che abbia un così diretto riferimento con la vita delle persone”.

Un parere sul caso Forza Nuova: la mozione di scioglimento e il timore che, per alcuni, gli esecutori dei fatti possano passare per vittime: “Non so se diventano vittime, è una figura nella quale li vedo stretti. In tanti paesi d’Europa si sono adottate misure analoghe, per esempio in Francia e in Grecia, per organizzazioni che predicano e praticano la violenza. Ma non è questo il problema perché poi si possono ricostruire sotto altre denominazioni, in altri modi, poi i social consentono forme di aggregazione che un tempo, quando quella legge fu varata non erano contemplate. Però non c’è dubbio che sia necessario dare un seguito, quello che è successo è qualcosa che nella storia repubblicana non si era mai visto: entrare nella sede di una organizzazione sindacale o di qualsiasi altro luogo che sia tutelato è qualcosa che nella storia italiana non si è mai visto, se non in un altro regime. Bisogna dare un segno che questo non può più succedere”.

Veltroni ha poi presentato il suo nuovo libro, “C’è un cadavere al Bioparco”, edito da Marsilio: “Questo romanzo ha tre dimensioni: c’è la città vera, quella che pulsa all’esterno; c’è la città di Villa Borghese che è un mondo a parte. Dentro Villa Borghese c’è il Bioparco un luogo di contemplazione, divertimento e serenità dove, all’improvviso, irrompe questo corpo senza testa che viene trovato nella teca dell’anaconda. Il commissario Buonvino, insieme alla sua squadra di investigatori sui generis, scelti del resto tra quelli che venivano considerati i peggiori mentre sono solo persone imperfette che possono diventare le migliori, sono chiamati a risolvere un caso alla Agatha Christie, nel senso che si risolverà attraverso l’espediente della riunione di tutti i sospettati, tipica della bellissima giallistica di Agatha Christie”

Sul protagonista del suo romanzo: “Bonvino mi sta molto simpatico, è una persona malinconica e gentile, due cose che di questi tempi non sono frequenti. E’ un grande suscitatore di entusiasmi tra le persone che lavorano con lui, è un frequentatore del dubbio, è una persona con tante tenerezze che ha subito tanti colpi nella vita e che ha dimostrato che quando cade ci si rialza”.