WindTre, lo sviluppo delle smart cities in Italia e l’importanza del partenariato pubblico-privato per accelerare la transizione digitale

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ROMA – Lo sviluppo delle smart cities in Italia è a buon punto, soprattutto per i grandi comuni del Nord, le risorse messe a disposizione dal PNRR per la digitalizzazione sono sufficienti e gli obiettivi chiari, ma permangono alcuni gap da colmare, tra cui la scarsità di competenze. È quanto emerge dallo studio “Smart Cities, a che punto siamo nel percorso verso città a prova di futuro”, realizzato nell’ambito di Futur#Lab, il progetto promosso dall’Istituto per la Competitività (I-Com) e WindTre, in collaborazione con Join Group e con la partnership di Ericsson e Inwit. Nel dettaglio, I-Com ha condotto un’analisi qualitativa sullo stato dell’arte delle iniziative dei principali comuni capoluogo delle città metropolitane italiane mediante la somministrazione in forma orale di un questionario per mettere a fuoco le innovazioni più rilevanti in ambito smart cities. Sono state interpellate le 14 città metropolitane italiane e relativi comuni, fra cui Milano, Genova, Firenze e Venezia.

Tra gli aspetti critici evidenziati dallo studio vi è la gestione contabile dei progetti. Infatti, l’adozione di tecnologie innovative per la PA, come il cloud, spesso ricade nella spesa corrente ed è soggetta a vincoli. In quest’ottica, la previsione di uno status speciale per particolari spese in servizi digitali innovativi potrebbe favorire una più ampia adozione da parte degli enti pubblici. Inoltre, è decisivo procedere all’assunzione di nuovo personale con expertise più tecnica e specialistica, provvedere al reskilling e all’upskilling dei dipendenti in servizio e puntare sul partenariato pubblico privato. La creazione di un ecosistema smart city passa, infatti, anche attraverso collaborazioni con università e organizzazioni private. Gli strumenti, dal dialogo competitivo agli appalti pre-commerciali, sono già stati recepiti nell’ordinamento italiano da quasi un decennio, ma sono ancora poco usati. Secondo i dati di AgID, dal 2013 al 2019 sono state intraprese 80 gare d’appalto innovative, per 470 milioni di euro, un numero minimo se paragonato al totale delle gare svoltesi nello stesso periodo.

È importante ricordare che le basi su cui si fonda la realizzazione di una città intelligente sono le reti di telecomunicazioni. Un ruolo fondamentale è giocato dal 5G, ma le telco sono sempre più centrali anche per la raccolta e la fornitura dei dati alle municipalità, insieme alla stessa capacità di intelligence. In questo senso, alcune interessanti innovazioni, già contenute nel bando per la digitalizzazione dei Comuni, potrebbero essere integrate utilizzando, pro quota, i fondi rimanenti dai bandi per la copertura del territorio in Banda Ultra Larga (BUL) allo scopo di favorire l’adozione di soluzioni smart, ad esempio in termini di ottimizzazione della mobilità e del risparmio energetico.

L’indagine è stata presentata a Roma nel corso della terza tavola rotonda di Futur#Lab alla quale hanno partecipato, oltre al presidente I-Com Stefano da Empoli e al direttore External Affairs and Sustainability di WINDTRE Roberto Basso, la partner di Join Group Alessandra Bucci, la vicepresidente di I-Com Silvia Compagnucci e il direttore dell’area digitale di I-Com Lorenzo Principali – che hanno illustrato la ricerca –, il presidente di Sapienza Innovazione e professore di meccanica applicata alle macchine della Sapienza Università di Roma Antonio Carcaterra, il professore di Diritto Costituzionale e Coordinatore Osservatorio Smart City dell’Università Bocconi Giuseppe Franco Ferrari, l’Head of Marketing Business-to-Government di Enel X Italia Armando Fiumara, l’Head of Strategy, 5G for Industry and Mission Critical Networks di Ericsson Riccardo Mascolo, la Transformation & Development Office Director di WINDTRE Stefania Matrone, l’External Relations, Communication & Sustainability Director di Inwit Michelangelo Suigo, l’assessore all’Agenda digitale e uso civico dei dati del Comune di Bologna Massimo Bugani, il vicesindaco e assessore alla Trasformazione Digitale e ai Servizi Civici del Comune di Bari Eugenio Di Sciascio, l’assessora alla Transizione ecologica e digitale, innovazione, ambiente, mobilità e trasporti del Comune di Torino Chiara Foglietta e il capo di gabinetto del sindaco del Comune di Milano Mario Vanni.