
“Devo ringraziare la mia fidanzata, mia sorella, tante persone che mi sostengono. E’ un piacere essere tornato a Bologna, la mia seconda casa”, ha detto Zaki nella conferenza stampa al rettorato dell’università di Bologna. “Grazie per lo sforzo fatto dagli italiani e da questa città meravigliosa che è Bologna. Grazie, mi avete aiutato a riprendermi la libertà, gli amici, i colleghi, le organizzazioni non governative, la società civile, l’università di Bologna, tutti coloro che hanno lavorato a livello statale e governativo in Italia fino al primo ministro”.
“Sono un ricercatore, un difensore dei diritti dell’uomo. Continuo il mio impegno per i diritti umani e questo impegno riprende qui da Bologna. Non dimentico tutte le persone che hanno pagato e stanno pagando ancora il prezzo del loro impegno tentativo di lavorare per la libertà, spero ci sia una soluzione positiva dei loro casi non solamente in Egitto”.
“Questa è una storia di successo, io ne sono l’esempio, bisogna che ce ne siano altre di persone che, come me, possano essere liberate”, ha detto Zaki, sottolineando che è necessario che “persone, come me, parlino di chi è ancora prigioniero”. E infine: “Non dobbiamo avere obiettivi a breve termine – ha concluso – Serve la giustizia, giustizia anche per Giulio Regeni”.











