Auspica “un nuovo approccio alla leadership”, non come “esercizio di potere ma come ruolo di responsabilità”, con “capacità di ascolto” e di creare ambienti di lavoro stimolanti”. E sottolinea: “Stiamo innescando un cambiamento culturale”, fondato “sul merito”. “Servire lo Stato diventa una missione”, che ha bisogno anche “di coraggio”. Oggi, rileva, pesano “fattori di instabilità e di incertezza”, come “crisi geopolitiche e squilibri economici”, che “incidono sull’organizzazione sulle modalità di funzionamento della Pubblica amministrazione”.
“Continuiamo a costruire la classe dirigente del Paese, dice il ministro alla platea di allievi della Sna. La presidente della scuola, Paola Severino, sottolinea quanto la Sna abbia “puntato su una dirigenza nuova, più giovane, più attenta alla dimensione globale, valorizzando le competenze trasversali dei candidati. La dirigenza della Pa – dice – è inevitabilmente destinata al cambiamento, perché dovrà confrontarsi con sfide importanti e dovrà fare ricorso alla capacità di utilizzare l’innovazione tecnologica per costruire il futuro”.
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