4° Festival Domus Danae: da Salvador Dalì a Francesco Guadagnuolo

Dal Surrealismo di Salvador Dalì al Transrealimo di Francesco Guadagnuolo, le opere in mostra al 4° Festival Domus Danae ad Ardea (RM)

F. Guadagnuolo - Cantico dei cantici

Anche quest’anno riapre il 4° Festival Domus Danae. L’evento ha il Patrocinio del Comune di Ardea e del Conservatorio “Ottorino Respighi” di Latina. Promosso dal M° Dario Volante Presidente e Direttore Artistico del Centro di Cultura “Domus Danae”.

Il Festival si è aperto con una mostra su “Dalì e il Surrealismo”. Si completa l’8 settembre 2017, alle ore 19,00. Presso la Villa “Domus Danae”, Via Pratica di mare, 9 ad Ardea (RM). In quell’occasione l’inaugurazione della mostra personale di Francesco Guadagnuolo. “Cantico dei Cantici”, con ingresso libero visitabile sino al 30 settembre.

Da Dalì a Guadagnuolo:

Salvador Dalí è uno dei protagonisti del Surrealismo. Questa corrente si propaga dal 1924 in tutta Europa interessando la letteratura, la poesia e l’arte. Nel Surrealismo si possono distinguere due tendenze. Il Surrealismo realistico ed il Surrealismo assoluto. Artisti come Dalì non lasciarono mai la rappresentazione dell’immagine.

In Italia la grande pittura della tradizione italiana è stata vicina alle forme della realtà da Caravaggio in poi. Dal dopoguerra si ha un superamento del Neorealismo che ha imperversato con Guttuso, Sassu, Vespignani. Per giungere a Francesco Guadagnuolo considerato il capofila del Transrealismo italiano. La mostra di Guadagnuolo vuole anche essere una riflessione sulle avanguardie. Così Guadagnuolo, artista transrealista, crea un linguaggio universale di continuità tra la vita e l’arte che esprime le vicissitudini umane.

“Cantico dei cantici”:

Il vero personaggio principale in questo Canto è l’amore in tutte le sue immaginabili manifestazioni. Ci troviamo di fronte ad una mostra intima, dove l’esperto pittore tratta l’argomento con soavità e grandezza. Il sentimento dell’amore può liberare il mondo, perché con il bene sorge nel creato una condizione di disciplina, di concerto all’unisono di vita: la morte annulla, l’amore dà vita.

Il Cantico officia in questo modo un amore che interviene allo sviluppo della vita e non si blocca nel proprio egoismo. Insomma una mostra che stimola a vivere la passione intensamente, nel momento della vita, perché la bellezza è ancora di questo mondo.