Che fine faranno le aziende di Trump?

Ora che Donald Trump si è definitivamente insediato alla Casa Bianca ed è entrato nel pieno regime della sua attività molti si chiedono quali saranno le sorti delle famose aziende che lo hanno reso così ricco. La notizia che Trump darà il controllo e la proprietà delle sue aziende ai suoi due figli ha irritato molti che lo accusano d’interessi conflittuali e comportamenti “non da presidente”.

La Trump Organization, prima nota come Elizabeth Trump & Sons, è stata fondata quasi 100 anni fa, ed oggi include una vasta gamma di imprese. Se si tengono in considerazione proprio alcune delle industrie più proficue in cui Donald Trump ha investito interessi, si comprende il motivo di queste preoccupazioni. Molti, infatti, temono che sia difficile per il presidente mantenere l’imparzialità in materia di politica commerciale. Ma quali sono queste aziende e quale sarà il loro futuro?

Immobili ed Hotel

La famiglia Trump è senza dubbio conosciuta per i grandi affari che, sin dalla fondazione, sono stati fatti nel settore immobiliare. La Trump Tower è sicuramente l’icona simbolo della loro influenza nel settore e funziona come sede dell’organizzazione e abitazione della stessa famiglia, inoltre è piena di appartamenti, negozi e uffici.

L’azienda possiede proprietà in nove stati (in particolare New York) e si è ampliata per includere proprietà di lusso in Canada, India, Turchia, Filippine e Corea del Sud. Alcune delle proprietà più costose di tutti gli Stati Uniti sono state vendute da Trump. Oltre agli immobili la famiglia è fortemente impegnata nel settore alberghiero: diversi alberghi al mondo hanno la “licenza Trump”.

Gli affari nel settore degli hotel sono attualmente in forte crescita rispetto alle altre imprese del gruppo. Con nuovi alberghi che continuano ad aprire in tutto il mondo la famiglia Trump non ci pensa nemmeno a rinunciare a fare affari.

Casino

Strettamente collegate al business degli hotel ci sono anche le imprese nel settore dei casinò. Il più famoso è il Trump Taj Mahal Casino di Atlantic City la cui storia, che parte dal 1990, è stata raccontata in modo dettagliato nel libro biografico “The Art of the Deal”.

Il casinò è diventato ormai un’icona culturale ed è stato la scenografia di famosi film come “Rounders” e “Badmaash Company”. Nonostante la sua importanza, il casinò ha presentato diverse volte istanza di fallimento ed è stato al centro di molte azioni legali dopo le accuse di riciclaggio di denaro e violazioni da parte del Dipartimento del Tesoro.

Il Trump Taj Mahal ha riacquistato una certa popolarità grazie a PokerStars, uno dei principali siti di poker on-line presente in tutto il mondo, che ha ospitato un importante torneo in questo casinò.

Poche settimane prima delle elezioni 2016 il casinò ha chiuso i battenti al termine dell’ennesimo sciopero dei dipendenti. Già a Marzo Trump aveva ceduto l’ultima delle sue quote all’hedge fund di un suo amico, Carl Icahn, che, dopo una dura battaglia con i sindacati del casino, ha deciso infine di staccare la spina. 
Ci sono piani per la sua riapertura nella primavera del 2017 ma ancora non c’è nulla di certo.

Campi da golf

Il gruppo possiede e gestisce circa 18 campi da golf in tutto il mondo, molti dei quali sono stati progettati da giocatori di golf famosi. Trump è un noto appassionato di questo sport ed è spesso fotografato mentre gioca a golf nel proprio resort di lusso. Uno dei più famosi campi da golf in tutto il mondo è la Trump Turnberry in Scozia, che ha ospitato molti tornei di alto profilo. La Trump Organization ha in programma di costruire due campi da golf a Dubai nel prossimo futuro.

Trump University

La Trump University è un’università che fornisce ai suoi studenti di economia una serie di competenze utili per la gestione degli immobili e delle risorse con l’obiettivo di creare nuovi imprenditori e tanta ricchezza. Tuttavia l’università si è solo dimostrata una truffa.

I docenti sono stati tutti selezionati da Trump stesso e pare che le pratiche di marketing e di vendita insegnate siano state ritenute ingannevoli ed aggressive. A causa di questo e del costo eccessivo dei corsi la scuola è finita sotto accusa. Non è forse un caso se dieci giorni dopo essere stato eletto, Trump chiude le sue università, che di fatto tali non lo sono mai state, e paga una multa di 25 milioni di dollari per concludere i processi prima del previsto. In uno dei suoi soliti tweet il presidente ha spiegato che a malincuore ha preferito pagare la multa per concludere prima il processo e potersi dedicare ai suoi nuovi incarichi.

Acqua Trump

Probabilmente è la più bizzarra di tutte le imprese del gruppo. Donald Trump ha prestato il suo marchio (e la faccia) per una linea di acqua in bottiglia che è stata venduta nei supermercati attraverso gli Stati Uniti fino a diventare esclusiva negli alberghi di Trump e campi da golf. La cosiddetta “Trump Ice – natural spring water” è nata durante la seconda stagione di The Apprentice, il famoso programma che lo vedeva protagonista (l’edizione italiana è sta affidata a Flavio Briatore), in cui i concorrenti avevano il compito di vendere l’acqua che era stata creata appositamente. Kelly Perdew, il vincitore, è diventato il vice presidente esecutivo di Trump Ice.

Il nome di Trump è riportato a grandi lettere in hotel, casinò e resort in tutto il mondo, e lui stesso lo sottolinea spesso quando vuole vantarsi della sua ricchezza.

Ma è così ricco come sostiene o la sua capacità di attore è superiore a quella di imprenditore? Nessuno conosce il valore reale del suo patrimonio, lui sostiene che sia di $ 10 miliardi mentre Forbes lo stima intorno ai 4,3 miliardi di cui molti provenienti da eredità. La ragione per la quale non si conosce esattamente la reale portata della sua fortuna è che Trump non rilascia dichiarazioni fiscali.

Adesso che è diventato il 45° presidente degli Stati Uniti non importa sapere esattamente quale sia il suo valore netto esatto, ma di certo non si può negare che le sue iniziative imprenditoriali sono state irte di azioni legali, controversie e fallimenti. C’è solo da sperare che la sua carriera presidenziale non prenda ad esempio quella imprenditoriale.