Gli Stolen Apple pubblicano ‘Trenches’: la recensione de L’Opinionista

di Mauro Rutolo

Gli Stolen Apple

FIRENZE – Vi piace il rock n’ roll? Se la risposta è no, mi dispiace per voi ma avete sbagliato pagina: chiudetela. Se invece la risposta è si, mettetevi comodi e ascoltate ‘Trenches’ degli Stolen Apple, anzi: lasciate perdere il mettersi comodi e mettetelo a ‘sfondacasse’ in macchina. Dentro l’album d’esordio della band fiorentina c’è tutto: ritmo, sound, testi, la giusta dose di carica e i suoni per quando mancano le parole. In pratica, il rock.

Stare qui a parlare di influenze, generi e ispirazioni sarebbe riduttivo: gli Stolen Apple saranno legati di certo a qualche fonte d’ispirazione ma hanno soprattutto un loro sound che, ascoltando la musica che gira nelle radio, è anche un bell’avere. Al volo, giusto per farsi un’idea, 3 pezzi con cui descrivere l’album:

– ‘Falling Grace’: parte subito a tutta e poi… accelera! Suoni alternativi, sporchi e incazzati, anni ’80/’90, quelli belli.

– ‘Living On Saturday’: Pezzo fatto di rock come lo si dovrebbe insegnare, niente roba superflua, niente orpelli, merce sempre più rara.

– ‘Mistery Town’: sound più delicato, più morbido e intimo, birra gelata di fronte a un tramonto infuocato e con il mondo che sta bene un po’ più in là.

Questo è ‘Trenches’. Adesso, da bravi, andate ad ascoltarlo.