Le competenze linguistiche? Sempre più determinanti per la carriera

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Gli italiani hanno una sempre maggiore propensione all’apprendimento e sono ben disposti ad investire nel miglioramento delle proprie competenze. Lo dice una recente ricerca condotta da Randstad, tra le maggiori agenzie per il lavoro a livello globale, secondo cui addirittura il 99% dei dipendenti sente il bisogno di seguire più corsi di formazione per restare aggiornato e migliorare le proprie competenze professionali (76%) e personali (45%). Inoltre, ben il 70% dei lavoratori dipendenti è disposto a pagare di tasca sua i percorsi di aggiornamento professionale.

Il futuro delle competenze professionali è anche stato al centro della conferenza di Abu Dhabi organizzata dall’Etf, la Fondazione Europea per la formazione professionale, un’agenzia del’Unione Europea. “World Skills 2017”, conclusasi lo scorso 18 ottobre, ha visto al centro del dibattito la discussione su nuovi approcci di coordinamento e di governance per gli interventi volti al miglioramento delle competenze. Dai lavori è emerso come tra le competenze, quelle linguistiche siano sempre più determinanti per la mobilità dei lavoratori, in particolare i più giovani.

In Italia, tuttavia, la conoscenza l’inglese è ancora un problema per molti. Da alcune ricerche indipendenti pubblicate nell’ultimo anno emerge con evidenza la difficoltà degli italiani con la lingua più importante al mondo. Le classifiche ci pongono tra i fanalini di coda. Ancor più grave è il fatto che a pagare la conseguenze della scarsa conoscenza dell’inglese sia la fascia d’età tra i 20 ed i 45 anni, cioè quella che dovrebbe essere più attiva sul mercato del lavoro e più propensa alla mobilità internazionale come emerso a “World Skills 2017”.

Eppure oggi lo studio delle lingue è ben più facile che in passato. Esiste l’opportunità di frequentare un corso d’inglese online, non allontanandosi praticamente mai da casa, fatto impensabile anche solo fino a pochi anni fa. Gli strumenti messi a disposizione dal web per la formazione a distanza hanno rivoluzionato anche il settore dell’insegnamento delle lingue. Allora perché resiste ancora questo gap a sfavore dei giovani italiani?britain

É forse quindi una questione di qualità? Anche, ma è soprattutto una questione di orientamento. L’offerta formativa in questo settore è molto ampia ma disomogenea. Ad esempio, è impensabile mettere a budget poche decine di euro per un buon corso d’inglese online, eppure c’è chi pensa di poter aggiornare le proprie competenze linguistiche con strumenti simili.

Il lavoratore o lo studente posto di fronte alla necessità di migliorare o aggiornare le proprie competenze linguistiche deve essere orientato adeguatamente alla scelta del percorso più adatto sia che si tratta di un corso d’inglese online o di un più tradizionale percorso in aula. L’aggiornamento professionale è troppo importante per essere lasciato alla mercé delle decisioni individuali. Quasi nessuno è in grado di fare un puntuale bilancio delle proprie competenze e di conseguenza scegliere quali e come aggiornare. Ecco quindi come anche per scegliere un semplice corso d’inglese online emerge l’importanza dell’attività di orientamento.

PR