
Così la scelta di vinificare separatamente. Il risultato? Due vini che parlano la stessa lingua, ma con accenti diversi: «distinti ma complementari, che riflettono con precisione le caratteristiche dei suoli da cui provengono.» racconta Marco Tait. «Uno più sottile ed elegante, quasi sensuale; l’altro più materico, con una presenza più ampia al palato: note mediterranee, frutto scuro, una trama più stratificata. Entrambi mantengono le impronte di freschezza e finezza tipiche del Cabernet Franc a Roccatederighi, restituendo due interpretazioni autentiche del nostro territorio.»
Prodotti in tiratura limitata – meno di 1500 bottiglie complessive – i Cru mostrano la ricchezza del terroir di Ampeleia, l’umiltà e l’ambizione della cantina toscana. Qui, maturità ed eccellenza si esprimono anche con la capacità di ascoltare, collaborare e creare vini sorprendenti con leggerezza e gioia.
Con “16 File” e “30 File” i Cabernet Franc in purezza di Ampeleia diventano quattro: i Cru vanno infatti ad affiancare “Cabernet Franc”, da vigne con maggiore presenza di argilla nel suolo, e il portabandiera “Ampeleia”. Tutti questi monovarietali provengono dagli 8 ettari dedicati a questa uva: un cammino che si compone filare dopo filare, annata dopo annata. A guidare ogni passo, la stessa filosofia gentile di sempre. Fare vino per Ampeleia è questo: un atto consapevole, un modo eroico e appassionato di restituire al bicchiere tutta l’autenticità di un territorio ancora incontaminato, sorprendente e selvaggio.











