
La decisione, si legge nella nota del Mase, “è arrivata il 19 aprile, dopo un articolato confronto tra la direzione per le Valutazioni ambientali del ministero e la Commissione, che nel 2018 aveva contestato nel parere motivato all’Italia di essere venuta meno agli obblighi di elaborare mappature, mappe acustiche strategiche e piani d’azione per un consistente numero di agglomerati e assi stradali-ferroviari”. Nel tempo, il ministero – si legge ancora nella nota – ha sollecitato i gestori delle infrastrutture dei trasporti principali e le autorità competenti per reperire tutta la documentazione non trasmessa nei tempi previsti e inviarla alla Commissione europea, per sanare il quadro delle carenze.











