
E “allo stesso modo – aggiunge – non è accettabile la possibilità di trasformare la Rai in un megafono dei comizi in diretta di Giorgia Meloni, come peraltro già avvenuto in occasione delle elezioni comunali di Catania, senza le limitazioni della par condicio. Altri segnali della gravità della situazione non mancano: proprio in queste settimane un parlamentare della maggioranza Meloni, che già detiene diverse testate giornalistiche, sta cercando di acquisire a trattativa privata – da parte della principale azienda partecipata dallo Stato: l’Eni – la seconda agenzia di stampa nazionale, l’Agi”. Ma “sia chiaro”, ammonisce Conte: “Il MoVimento 5 Stelle non consentirà un simile scempio della libertà di informazione e della stampa. Faremo di tutto, dentro e fuori la commissione di Vigilanza, per impedire al governo e alla maggioranza di mettere in atto questo atto di insensibile arroganza”.










