
“Con profonda consapevolezza – ha sottolineato Mattarella ricordando l’impegno contro ogni guerra e per la promozione della pace contenuto nella Costituzione italiana- continuiamo a sostenere questi processi e le attività delle organizzazioni internazionale”. E d’altra parte “il contributo alla vicenda internazionale che Giappone e Italia continuano ad offrire è tanto più prezioso nel momento in cui assistiamo a pulsioni di dominio che ruotano intorno a concetti di potenza e a logiche di spartizione in cui i popoli altrui diventano oggetti”. “Non si tratta affatto come qualcuno vorrebbe pretendere – ha scandito Mattarella- di un confronto tra illuse anime belle e realisti bensì tra ragioni della vita e della morte, tra ragioni di pace e quelle di scontro”. Di contro “non è immaginabile essere oggi corresponsabili di un ritorno a criteri di scontri imperialistici che contraddicono il faticoso cammino compiuto dall’umanita’ negli ultimi ottant’anni”.
Al contrario “siamo chiamati a sostenere le nostre civiltà e gli ordinamenti che hanno consentito loro di risollevarsi e crescere”. Ed in questo compito, si è rivolto il Presidente ai sopravvissuti alla strage nucleare di Hiroshima, “la memoria è resistenza contro l’ignoranza. Ed è educazione a pace, dignità umana, a consapevolezza della fragilita’ della nostra esistenza”. Fino ad oggi “il vostro insegnamento è stato e rappresenta – ha concluso Mattarella – un messaggio di speranza in un’umanità capace di apprendere dai propri errori e di costruire un mondo in cui nessuno debba più sperimentare cio’ che voi avete vissuto. Ora tocca a noi”.









