
“Mi ha lasciato un po’ perplesso anche la risposta dell’Associazione calciatori, che ha la responsabilità di un’informazione corretta anche verso i propri tesserati. Questi ragazzi devono capire in che realtà vivono. Il loro privilegio non è assoluto. Quando sottoscrivono un contratto conoscono perfettamente i diritti. Ma sanno i doveri? Non devono scommettere sul calcio. E non devono andare sui siti fuori legge, che incrementano l’illegalità”.
Il Ministro Abodi ha spiegato l’idea di una Carta dei valori. “Penso che ogni contributo sul versante della formazione e informazione della comunicazione corretta debba essere prodotto e bisogna collaborare perché si affermi”, ha detto Abodi, “I contratti di tutti i tesserati, e non solo i calciatori ma anche tecnici e dirigenti, sono molti chiari sui diritti. Bisogna dare più spazio ai doveri su cui si deve sottostare. Il calcio deve provare a perseguire quella dimensione educativa”.
Secondo Abodi quello della ludopatia “è un tema sociale, che va ben oltre la dimensione sportiva. Dimensione che va affrontata e contrastata. Questa è una posizione comune, anche su chi ha un’idea differente sulla pubblicità nelle scommesse. L’obiettivo comune è contrastare la ludopatia. Bisogna contrastare tutta la parte scommesse e gioco d’azzardo, anche attraverso la pubblicità. Investiamo di più per aiutare queste persone di tutte le età, a partire dai più giovani, a limitare gli impatti che sono devastanti. Nessuno disconosce il tema sociale della ludopatia”.
Abodi ha poi rimarcato il contrasto ai siti illegali: “La differenza sostanziale è che i siti illegali non prevedono la riconoscibilità della persona, la tracciabilità del pagamento e limiti alle scommesse”, ha detto, “C’è differenza tra la scommessa sportiva e altre forme di gioco d’azzardo. La scommessa illegale non ha bisogno di pubblicità. Viaggia su altri canali e usa il denaro contante”.











