Il 18 luglio esce il libro di Paolo Landi su Oliviero Toscani: comunicatore, provocatore, educatore. Immagini iconiche e riflessioni sulla fotografia civile

A pochi mesi dalla sua morte arriva in tutte le librerie venerdì 18 luglio il nuovo libro di Paolo Landi, Oliviero Toscani. Comunicatore, provocatore, educatore (pp. 192, € 16), pubblicato per il marchio Scholé dell’Editrice Morcelliana, nella collana Orso Blu. Accompagnato da alcune delle immagini più iconiche del fotografo, come quella scattata a don Milani e ai ragazzi di Barbiana appena ventenne, il libro ricostruisce gli snodi fondamentali del percorso personale e professionale di Oliviero Toscani, delineando alcune costanti del suo pensiero e della sua produzione di fotografo commerciale che ha lavorato per alcuni dei più importanti marchi della moda nazionale e internazionale come Benetton e per alcune delle testate più celebri come Vogue ed Elle, trasformando lo spazio pubblicitario in spazio estetico e politico.
Paolo Landi – manager di impresa che annovera una lunga esperienza professionale nell’ambito della comunicazione, per la quale ha pubblicato diversi libri sull’uso consapevole dei media – per quasi venti anni è stato stretto collaboratore di Toscani, oltre che amico e testimone della portata dirompente della sua fotografia rivoluzionaria all’interno del mondo della comunicazione e della pubblicità stessa. Raccoglie oggi in questo nuovo libro ricordi personali, stralci di giornale, citazioni varie, trasmettendole al lettore: dall’esperienza di Fabrica, centro di ricerca sulla comunicazione fondato da Toscani e Luciano Benetton nel 1994 all’alba della rivoluzione digitale, alle svariate campagne pubblicitarie che si imposero per la capacità di far emergere temi sociali scomodi e difficili come AIDS, pena di morte, detenzione, diversità, uguaglianza razziale, insoliti per le riviste patinate dell’epoca.
Attraverso la propria professione e il proprio linguaggio pubblicitario Toscani ha reso la moda cultura, credendo fortemente nel potere della comunicazione come impegno civile, diffondendo la propria visione del mondo e utilizzando le proprie campagne per smascherare le contraddizioni del consumismo e della società, facendo della fotografia uno strumento di critica, consapevolezza, cambiamento. Nel libro emergono per la prima volta spezzoni di vita privata, professionale, artistica di un uomo che ha segnato in modo indelebile la storia della fotografia e della comunicazione.











