Iveco: Calenda, “Meloni ricorra a golden power su vendita a Tata”

ROMA – La presidente del Consiglio deve ricorrere al Golden Power dinanzi alle notizie dell’intenzione di Exor di vendere il settore civile di Iveco all’Indiana Tata. Lo ha chiesto il leader di Azione, Carlo Calenda, in una conferenza stampa a cui hanno partecipato anche Ettore Rosato, Elena Bonetti, Fabrizio Benzoni e Giulio Sottanelli. Calenda ha ricordato come il gruppo Iveco abbia 14mila dipendenti in Italia e 36mila in altri Paesi europei. “E’ un altro pezzo di Italia che rischia di andarsene”.

“Non parlo del fatto che oggi il gruppo Stellantis non arriverà a produrre in Italia 400mila vetture e non parlo delle affermazioni del ministro Urso in proposito che appartengono alla fantascienza. Qui si va oltre: esce una notizia, non smentita, della vendita di Iveco e il governo non parla. Interrogato, Urso dice che ha appreso dai giornali la notizia. Non è un ministro economico, è uno passato di lì per caso. Immaginate in un altro Paese dell’orbe terraqueo che inizia un negoziato e il governo non viene informato”.

“Mi rivolgo direttamente alla presidente Meloni, perché rivolgersi a Urso è come farlo a un frigorifero: avverta Elkann che verrà usato il golden power, che imporrà condizioni tassative su occupazione e brevetti e comunque deve cercare in Europa un partner che dia più garanzie”. E poi: “Questo Paese è stato reso grande dall’industria. Oltre al golden power, chiediamo al governo un intervento sia sull’energia che su Industria 4.0”.

“Il governo sarebbe intenzionato a utilizzare i fondi del Pnrr per indennizzare le aziende colpite dai dazi di Trump. Ma questo significa dire agli italiani di finanziare i dazi di Trump. Invece occorre ripristinare un framework che consenta all’industria di competere. E l’energia è una emergenza. Oltre all’intervento su Iveco chiediamo prima possibile un dibattito parlamentare sulla politica industriale: noi siamo ragionevoli e collaborativi, abbiamo persino votato la separazione delle carriere perché era nel nostro programma, ma ci siamo stancati di vedere che il governo guarda con noncuranza il settore produttivo che è la spina dorsale del Paese”.

Benzoni e Sottanelli hanno detto che nei prossimi giorni andranno davanti agli stabilimenti Iveco di Brescia e Atessa per illustrare ai lavoratori le proposte di Azione, come in passato, ha ricordato Bonetti, è stato fatto davanti all’impianto di Suzzara. Benzoni ha ricordato come attorno agli stabilimenti Iveco ci siano decine di aziende che formano la filiera; va quindi evitato che gli stabilimenti “diventino luoghi di assemblaggio di pezzi fabbricati altrove”.

“Iveco – ha detto Rosato – nasce nel 1975, mettendo insieme 5 grandi aziende e costituendo un grande gruppo europeo con sede in Italia con una grande filiera. E’ un patrimonio costruito in 50 anni, bastano 5 mesi per distruggerlo”. In più, ha concluso Rosato, ci si attendono dal governo “parole chiare” anche sulla divisione difesa di Iveco che invece non verrebbe ceduta a Tata.