
Andrea Bellavite, direttore della Fondazione Società per la Conservazione della Basilica di Aquileia, l’attrice Caterina Bernardi e il cantautore Edoardo De Angelis accompagneranno i visitatori in un’esperienza immersiva e coinvolgente. Insieme, guideranno il pubblico alla scoperta dei tesori nascosti della Basilica, intrecciando narrazione, musica e riflessione spirituale. Un’occasione preziosa anche per i fedeli, che, visitando la Basilica e compiendo le azioni previste dalla Chiesa, potranno ottenere l’indulgenza plenaria nell’ambito dell’Anno Santo.
L’evento si svolgerà in tre turni, con inizio alle 19:00, 20:15 e 21:30. La partecipazione è gratuita, inclusa nel biglietto d’ingresso alla Basilica, ma i posti sono limitati. Per questo è obbligatoria la prenotazione attraverso la piattaforma online: https://bit.ly/4lTJWxz.
L’iniziativa fa parte del progetto “Anche le statue parlano”, ideato e prodotto dall’Associazione A.C. CulturArti in collaborazione con la Fondazione So.Co.B.A. e finanziato dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia. Il progetto nasce da un’idea tanto semplice quanto potente: i musei non vanno solo visti, ma vanno anche ascoltati. Ogni oggetto conservato in un museo, dal più semplice al più complesso, dal più anonimo al più conosciuto, dal più comune al più prezioso, ha una storia da raccontare. Le opere esposte in un museo ci colpiscono inizialmente per il loro aspetto estetico, ma in realtà sono lì per raccontarci una storia: la loro storia che è anche la “nostra” storia. Questi oggetti collegano tempi differenti, disegnando la traiettoria della bellezza.
Le opere che incontriamo nei musei ci affascinano per la loro bellezza, ma in realtà sono lì per svelarci un frammento di umanità, un pezzo del nostro percorso collettivo. Il progetto vuole dare voce a queste storie attraverso visite teatralizzate costruite su testi originali di Edoardo De Angelis, figura di spicco della canzone d’autore italiana, e da cui è stato tratto anche un libro. L’obiettivo è creare un ponte tra passato e presente, tra archeologia e attualità, restituendo al pubblico la consapevolezza della bellezza come filo conduttore che attraversa i secoli. È un invito a riconoscere il valore del nostro patrimonio culturale, a proteggerlo, raccontarlo e tramandarlo.











