
Il commissario Paoluzzi non è il classico investigatore infallibile. È un uomo che diffida delle soluzioni facili, abituato a leggere i vuoti e i silenzi tanto quanto gli indizi visibili. La sua forza sta nella capacità di unire intuito e metodo, senza mai perdere di vista la complessità del reale. Accanto a lui opera una squadra che ha un peso narrativo ben definito: Spinelli, con la sua fisicità imponente ma rassicurante; Annalisa Baroni e Adriano Bergamelli, giovani e reattivi; Giovanni D’Angelo, veterano e presenza stabile. Non sono figure di contorno, ma tasselli essenziali che conferiscono al romanzo un ritmo corale e credibile. Ai margini, testimoni e comparse — come Saverio Giannini, le amiche Paola e Tiziana o la bibliotecaria Adriana Valentini — offrono frammenti di verità che Paoluzzi deve integrare in un mosaico più ampio.
Roma diventa un vero e proprio dispositivo narrativo. I luoghi non sono solo scenari, ma ambienti che condizionano il corso delle indagini: gli spazi chiusi e sorvegliati della metropolitana, l’ampiezza difficile da controllare di un parco urbano, la sacralità violata di una sagrestia di periferia. Belleggia seleziona pochi dettagli mirati, evitando descrizioni ornamentali, per rendere le scene tangibili e al tempo stesso funzionali alla progressione della storia. La città, con le sue stratificazioni, impone agli inquirenti percorsi, ostacoli e possibilità, diventando quasi un personaggio silenzioso.
Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è il tema del depistaggio. Belleggia mostra come ogni indagine sia vulnerabile alla manipolazione: un oggetto spostato, un dettaglio mancante, una pista che conduce lontano dalla verità. Non si tratta di artifici narrativi fini a sé stessi, ma di un modo per rappresentare la fragilità del procedimento investigativo, costantemente esposto a errori e interpretazioni forzate. Il lettore è chiamato a condividere lo stesso dubbio di Paoluzzi: cosa è genuino e cosa è stato deliberatamente alterato?
Il narratore esterno in terza persona, con focalizzazione prevalente su Paoluzzi, accompagna il lettore passo passo, filtrando la tensione attraverso lo sguardo di un professionista esperto ma non infallibile. La scrittura è lineare e diretta: i dialoghi serrati restituiscono l’operatività della squadra, le descrizioni essenziali imprimono l’atmosfera dei luoghi, le figure retoriche sono poche e misurate. Anche un singolo oggetto può assumere un valore simbolico, diventando indizio e segnale al tempo stesso.
Le tematiche emergono senza mai appesantire la trama. La casualità viene costantemente messa in discussione, la ricerca della verità si scontra con depistaggi e omissioni, la giustizia istituzionale dialoga con percezioni più intime e personali. Il titolo stesso, Una girandola di coincidenze, richiama la complessità di un’indagine che non procede mai in linea retta, ma attraverso movimenti circolari, deviazioni e ritorni.
Il romanzo si rivolge a chi ama il poliziesco procedurale e vuole seguirne dall’interno i meccanismi: sopralluoghi, raccolta di prove, interrogatori, rapporti di squadra. Ma si apre anche a un pubblico che cerca nella narrativa di genere un’occasione per riflettere sulla fragilità dei processi di verità, sull’ambiguità delle prove e sul peso del caso. Belleggia non indulge in tecnicismi, ma costruisce un equilibrio tra tensione investigativa e attenzione umana, dando al suo commissario un volto credibile e ai suoi scenari una forza narrativa precisa.
Lino Belleggia, romano del Rione Monti, ha conseguito la laurea con lode in Lingue e letterature straniere moderne e un dottorato in Letterature di lingua inglese alla “Sapienza” con una tesi su Don DeLillo. Ha insegnato Lingua e Letteratura inglese, tradotto autori internazionali come Bill Morgan e firmato testi teatrali rappresentati a Roma e Milano. Dopo l’esordio con Nessun proiettile potrà mai cancellare (2022) e la raccolta Vuoi che ti riscaldi un po’ di pasta di ieri?(2024), con Una girandola di coincidenze conferma il suo interesse per il giallo come spazio di indagine narrativa e sociale.
SCHEDA DEL LIBRO
Titolo: Una girandola di coincidenze
Autore: Lino Belleggia (www.linobelleggia.com)
Editore: De Ferrari Editore
Genere: Giallo











