
“Come sopravvivere in un universo di fantascienza” (La Nave di Teseo. Collana Oceani, trad. Claudia Durastanti, pp. 288, 20 euro) sarà in libreria dal 14 novembre. Dal vincitore del National Book Award con Chinatown interiore, arriva adesso un omaggio ai grandi classici del genere, ma anche una profonda e contemporanea meditazione sulla complessità dell’esistenza. Un brillante romanzo capace di trascinare il lettore in un viaggio non solo nel tempo ma anche dentro di sé, nel proprio tempo interiore.
Charles Yu è un tecnico addetto alla riparazione delle macchine del tempo, trascorre le sue giornate aiutando clienti bloccati in loop temporali o nel passato a causa di scelte sbagliate, rimpianti o desideri irrealizzati. Vive (letteralmente) all’interno di TM-31, la sua macchina del tempo, in compagnia di Ed, un cane che ha salvato, e di TAMMY, un’intelligenza artificiale con cui ha un legame complicato.
Tutto cambia quando Charles si trova a sua volta intrappolato in un loop temporale. L’unico strumento che ha per provare a uscirne è un libro misterioso che sembra abbia scritto lui stesso nel futuro. Il volume contiene dettagli sul suo passato, su ciò che gli accadrà e sul destino di suo padre, uno scienziato brillante – ossessionato dal sogno di costruire una macchina del tempo rivoluzionaria –, che a un certo punto se n’è andato sparendo nel nulla e lasciando dietro di sé una famiglia frammentata e un figlio colmo di interrogativi. Mentre cerca di decifrare il testo e di evitare un paradosso mortale (in cui ha sparato a se stesso, creando un inevitabile ciclo), Charles intraprende un viaggio nel tempo – ma soprattutto nella memoria, nel dolore, nel rapporto con il padre – per cercare di riscrivere non solo il proprio futuro, ma anche di comprendere il proprio passato.











