
Pagano sottolinea come la proposta a sua prima firma, adottata come testo base dalla Commissione, “nasce da un lavoro del parlamento come non si era mai visto prima: un’indagine conoscitiva approfondita, la partecipazione di oltre venti costituzionalisti, un documento conclusivo votato all’unanimità da tutti i gruppi”. Da quel documento – spiega – “discendono direttamente le soluzioni prospettate dalla proposta di legge che introduce in particolare un registro pubblico dei rappresentanti di interessi, strumento richiesto dagli stessi operatori per evitare improvvisazioni e garantire trasparenza”.
“Siamo uno dei soli tre paesi dell’Unione europea privi di una normativa nazionale in materia – conclude Pagano – Per questo il parlamento ha il dovere di colmare un vuoto che dura da decenni. Oggi ci sono i presupposti perché l’Italia arrivi finalmente al traguardo”.










