In pochi la conoscono, e non viene pressa d’assalto dai turisti, ma questa è la costa più bella d’Italia: perché visitarla.
Quando si parla delle coste più affascinanti d’Italia, i nomi che tornano sempre sono gli stessi: Costiera Amalfitana, Cinque Terre, Costa Smeralda. Luoghi iconici, fotografatissimi, ormai entrati nell’immaginario collettivo come sinonimo di mare da cartolina.

Eppure, esiste un tratto di litorale che raramente compare nelle classifiche, pur avendo tutte le carte in regola per competere con le mete più celebri. Una costa verticale, scenografica, ancora autentica. Una costa che non si limita a essere bella: sorprende. È la Costa Viola, il gioiello nascosto del Tirreno calabrese.
La costa ricca di storia e arte: la meta da segnare per il 2026
Situata tra Scilla e Palmi, lungo la parte meridionale del Tirreno, la Costa Viola è un susseguirsi di falesie, calette, borghi arroccati e mare profondo. Il suo nome deriva dalle sfumature violacee che il mare e le rocce assumono al tramonto, quando la luce si abbassa e il profilo della Sicilia si staglia nitido all’orizzonte. È un tratto relativamente breve, ma incredibilmente vario: in pochi chilometri si passa da scogliere imponenti a piccole spiagge di ghiaia, da villaggi sospesi sul mare a tratti completamente selvaggi. Nelle giornate limpide, persino l’Etna compare sullo sfondo, aggiungendo un elemento quasi teatrale al paesaggio.
Il punto di partenza naturale per esplorare la Costa Viola è Scilla, e in particolare il suo quartiere più celebre, Chianalea. Qui le case sorgono direttamente sugli scogli, separate dal mare da pochi metri, e il tessuto urbano conserva ancora la struttura antica fatta di vicoli stretti e passaggi irregolari. È un luogo che molti visitano come tappa singola, ma che in realtà funziona meglio come base per scoprire l’intero litorale. Il mare, subito profondo e trasparente, cambia colore a seconda della luce e delle correnti dello Stretto, regalando scenari sempre diversi.
La Costa Viola non è una costa da vivere stesi in spiaggia per ore. È una costa in movimento: si esplora camminando, fermandosi nei belvedere, scendendo lungo sentieri ripidi verso piccole calette, risalendo verso i borghi. Molti accessi al mare richiedono un po’ di impegno, e alcune spiagge sono raggiungibili solo a piedi o via mare. Proprio questa conformazione ha impedito lo sviluppo di stabilimenti e infrastrutture invasive, preservando un rapporto diretto e quasi primordiale con il paesaggio.

Oltre a Scilla, la costa comprende centri come Bagnara Calabra e Palmi, dove la vita costiera segue ancora ritmi locali, legati alla pesca, ai mercati, alle stagioni. Palmi, in particolare, offre alcuni dei belvedere più spettacolari dell’intera area, con affacci diretti sullo Stretto e, nelle giornate più limpide, sulle isole Eolie. Sono punti panoramici facilmente accessibili e sorprendentemente poco frequentati, capaci di restituire una percezione chiara della geografia del luogo.
Il mare è uno degli elementi più caratteristici della Costa Viola: subito profondo, trasparente, dinamico. Le correnti dello Stretto lo mantengono pulito e in continuo movimento. Le spiagge, quasi sempre di ghiaia o ciottoli, contribuiscono a preservare l’acqua limpida e a ridurre l’affollamento anche nei mesi estivi.
La Costa Viola è visitabile tutto l’anno, ma dà il meglio di sé in tarda primavera e inizio autunno, quando il clima è stabile e l’affluenza contenuta. L’estate resta ideale per il mare, ma senza il caos delle mete più note. Scilla e Bagnara sono servite dalla linea ferroviaria tirrenica, mentre in auto la costa è facilmente raggiungibile tramite l’autostrada A2 del Mediterraneo.
Una cosa è certa: chi arriva qui per la prima volta si chiede come sia possibile che un luogo così spettacolare sia rimasto così poco raccontato. Forse è proprio questo il suo segreto.











