Le immersive experience avvicinano GenZ e Millennial alla cultura e migliorano il benessere. Ecco i 5 benefici secondo studi internazionali
Nell’era dei social e dell’iperconnessione, dove musei e mostre tradizionali vengono percepiti come “troppo statici” dalle nuove generazioni, le esperienze immersive stanno diventando un nuovo ponte tra giovani e cultura. Un linguaggio contemporaneo che parla attraverso immagini, tecnologia e coinvolgimento sensoriale, capace di attirare GenZ e Millennial più di qualsiasi esposizione classica.
Secondo una ricerca di Fever ed Exhibition Hub, le mostre immersive sono oggi le preferite dagli under 44: oltre il 35% dei visitatori ha tra i 35 e i 44 anni, circa il 25% tra i 25 e i 34, mentre gli under 24 rappresentano il 10%. Un trend opposto rispetto ai musei tradizionali, dove la fascia più presente resta quella over 60, come confermato dall’American Alliance of Museums.
“Le esperienze digitali incuriosiscono i giovani perché offrono contenuti educativi con un linguaggio più accessibile e attuale”, spiega Roberta Saldi, Corporate & Co Marketing Manager di Exhibition Hub, che in Italia cura mostre come Monet – The Immersive Experience allo Spazio Ventura di Milano.
Il fenomeno non riguarda solo la fruizione culturale, ma anche il benessere psicofisico. Uno studio del King’s College di Londra ha dimostrato che osservare opere d’arte attiva contemporaneamente sistema immunitario, ormonale e nervoso. Le immersive experience amplificano questo effetto grazie al coinvolgimento multisensoriale, trasformando il visitatore da osservatore passivo a protagonista.
La psicologa e psicoterapeuta Deborah Disparti sottolinea come l’arte immersiva favorisca la regolazione emotiva, riduca lo stress e aumenti il senso di connessione con sé stessi: “Coinvolgendo il corpo su più canali sensoriali, permette una presenza più profonda nel qui e ora”.
Anche per il sociologo Saro Trovato, fondatore di Libreriamo, si tratta di una delle trasformazioni culturali più interessanti del nostro tempo: “L’arte immersiva non sostituisce musei e mostre tradizionali, ma amplia l’ecosistema culturale. Parla il linguaggio dei giorni nostri e avvicina nuovi pubblici alla bellezza”.
I 5 benefici principali delle mostre immersive
- Avvicinano i giovani alla cultura, grazie a realtà virtuale e linguaggi vicini al mondo social.
- Favoriscono la condivisione, rendendo l’esperienza facilmente narrabile e discussa.
- Attivano più sensi, creando ricordi più intensi e duraturi.
- Aumentano il coinvolgimento emotivo, trasformando il visitatore in parte attiva dell’opera.
- Migliorano l’umore e riducono lo stress, grazie alla forte componente sensoriale e attentiva.
Le immersive experience non sono quindi una moda passeggera, ma una nuova porta d’ingresso alla cultura: inclusiva, accessibile, emozionale. Un modo diverso di vivere l’arte, che non si limita a essere osservata, ma viene abitata.












