Il 42% degli utenti si fida dei contenuti generati dall’IA e l’80% degli operatori media la utilizza. Cresce l’adozione, ma servono formazione e trasparenza
L’adozione dell’intelligenza artificiale generativa nel settore dei media sta accelerando rapidamente, trasformando sia le modalità di produzione delle notizie sia il comportamento dei consumatori. Mentre cresce l’utilizzo di contenuti sintetizzati dall’IA, emergono segnali contrastanti sul fronte della fiducia e della consapevolezza.
Secondo una ricerca diffusa da PR Newswire, il 42% dei consumatori globali dichiara di fidarsi dei riassunti generati automaticamente, senza verificare la fonte originale. Un dato che conferma come la velocità e la sintesi stiano diventando criteri decisivi nell’accesso alle informazioni.
Parallelamente, il report Journalism, Media and Technology Trends and Predictions 2026 del Reuters Institute evidenzia una diffusione capillare dell’IA nelle redazioni:
- 97% dei publisher la considera strategica per l’automazione;
- 82% la utilizza per il newsgathering;
- 81% per lo sviluppo di prodotti editoriali.
Fiducia in crescita, ma ancora fragile
Gli esperti Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice e promotori della AI WEEK 2026 (19-20 maggio, Fiera di Rho – Milano), sottolineano come la fiducia nell’IA stia aumentando, ma resti condizionata dalla scarsa conoscenza degli strumenti.
“Gli utenti premiano velocità e rilevanza, anche rinunciando al contatto diretto con la fonte. L’IA diventa un intermediario attivo tra contenuto e pubblico. Ma per garantire qualità e trasparenza serve più divulgazione, anche tra i professionisti dell’informazione”, spiegano Fiore e Viscanti.
Un settore in trasformazione: meno notizie generiche, più contenuti originali
Nonostante l’adozione crescente, solo il 38% degli operatori intervistati dal Reuters Institute si dice ottimista sul futuro del giornalismo nel 2026, un calo di 22 punti rispetto al 2022.
Gli editori prevedono inoltre:
- un calo del 40% del traffico dai motori di ricerca nei prossimi tre anni;
- una riduzione del giornalismo di servizio (-42%), dei contenuti evergreen (-32%) e delle notizie generali (-38%), destinate a diventare prodotti di massa generati dai chatbot;
- un forte investimento in inchieste originali (+91), analisi contestuali (+82), storie di vita reale (+72);
- una crescita dei formati video (+79) e audio (+71), come podcast e contenuti verticali.
Come cambiano gli utenti: l’IA diventa un punto di accesso alle notizie
Il comportamento del pubblico sta evolvendo rapidamente:
- il 66% continua a partire dai motori di ricerca;
- il 14% inizia direttamente da piattaforme IA come ChatGPT o Gemini.
La fiducia, però, resta selettiva: gli utenti accettano più facilmente contenuti sintetici e informativi, mentre mantengono cautela su temi complessi o sensibili.
Il nodo centrale: non “se” usare l’IA, ma “come”
Fiore e Viscanti sottolineano che la sfida non è l’adozione dell’IA, ormai inevitabile, ma la definizione di un uso responsabile: “La fiducia degli utenti è un capitale fragile. Gli operatori devono mantenere un controllo editoriale forte e adottare pratiche trasparenti sull’uso dell’IA. Il futuro sarà ibrido: chi saprà integrare tecnologia e responsabilità costruirà un rapporto solido con il pubblico”.
La AI WEEK 2026, evento europeo di riferimento sull’intelligenza artificiale, offrirà un’occasione di confronto per manager, imprenditori, professionisti e innovatori interessati a comprendere come evolverà il rapporto tra IA, media e società.










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