
La conferenza ha riunito oltre 700 ricercatori provenienti da più di 60 Paesi, confermando Torino e il Politecnico centro di confronto sulle nuove tecnologie applicate all’agricoltura, ai biosistemi e alle filiere agroalimentari. Insieme alla Commissione europea, all’Università di Wageningen, all’Università di Torino, alla cooperazione Irlandese ICOS e alla Confindustria austriaca – LVA, Confagricoltura presenta le principali iniziative sviluppate nell’ambito del programma europeo Pact for Skills.
Al centro della sessione, i nuovi metodi di educazione e formazione alla luce dell’intelligenza artificiale, gli scenari del settore agroalimentare europeo al 2035 e al 2050, gli esiti dei progetti Erasmus+ sulle nuove competenze coordinati dall’Università di Torino e da Confagricoltura, i risultati del Forum 2050 con i sei documenti sulla competitività, oltre ai nuovi indirizzi della Commissione europea per la ricerca e l’innovazione nel 10° Programma quadro 2028-2034 e alle prospettive della partnership pubblico-privata Food4All.
Daniele Rossi, delegato R&I di Confagricoltura, ha sottolineato “il valore delle partnership europee e il contributo delle organizzazioni imprenditoriali nel tradurre ricerca, formazione e innovazione in strumenti concreti per le imprese agricole e industriali, in linea con gli obiettivi di autonomia agroalimentare e competitività che l’Europa si è posta”. Remigio Berruto, dell’Università di Torino, e Patrizia Busato, del Politecnico di Torino, hanno richiamato il ruolo di leadership dell’Italia sui principali temi dell’innovazione applicata alle pratiche agronomiche e ai biosistemi. Michele Contel di Confindustria–Osservatorio sui giovani ha sottolineato l’importanza di potenziare la capacità di attrarre nuovi talenti e di promuovere il ricambio generazionale all’interno del sistema produttivo.











