Nel nuovo saggio I nuovi padroni del pensiero, Francesco Borgonovo analizza il potere culturale delle élite che definiscono ciò che è giusto, tollerabile e accettabile

Borgonovo, vicedirettore de La Verità, sottolinea come «le più feroci angherie e le più grette intolleranze si commettano in nome del progresso», evidenziando il paradosso di un sistema che tollera la libertà solo quando coincide con la linea dominante. Il dissenso viene patologizzato, moralmente squalificato, escluso dal consorzio dei giusti.
Il saggio attraversa vicende del passato e del presente per mostrare come la lotta all’odio sia spesso utilizzata come pretesto per esercitare un controllo totale. Dall’omicidio del commissario Luigi Calabresi alla persecuzione mediatica seguita all’assassinio dell’attivista americano Charlie Kirk, Borgonovo ricostruisce casi emblematici in cui la macchina dell’odio ha trasformato vittime in colpevoli, alimentando un clima di sospetto e conformismo.
Con uno stile diretto e documentato, I nuovi padroni del pensiero offre una riflessione critica sul ruolo delle élite culturali e sui rischi di una società che, nel nome della salvezza collettiva, finisce per reprimere la libertà individuale.











