A Andora apre “Figure di donna” con trentacinque opere della Collezione Cavallini Sgarbi nel nuovo polo museale del Castello dei Clavesana

La mostra riunisce trentacinque opere, tra dipinti e sculture, provenienti dalla prestigiosa Collezione Cavallini Sgarbi, dichiarata di eccezionale interesse storico-artistico e tutelata dal Ministero della Cultura. Un corpus che attraversa oltre quattro secoli di storia dell’arte, offrendo un percorso ricco e stratificato sulla figura della donna, tra sacro e profano, mito e realtà, idealizzazione e introspezione psicologica.
Curata da Vittorio Sgarbi e Pietro Di Natale, con la supervisione di Elisabetta Sgarbi, l’esposizione presenta opere di maestri come Guido Cagnacci, Artemisia Gentileschi, Ignazio Stern, Orsola Maddalena Caccia, insieme a numerosi artisti che hanno interpretato il femminile con sensibilità e linguaggi differenti. Un viaggio che attraversa l’Italia e le sue scuole pittoriche, restituendo la complessità di un tema centrale nell’immaginario figurativo occidentale.
Il catalogo, edito da La nave di Teseo, è dedicato a Stefano Bighi, componente del CdA della Fondazione Cavallini Sgarbi recentemente scomparso, e ai genitori di Vittorio ed Elisabetta Sgarbi, Rina Cavallini e Giuseppe Sgarbi.
Il sindaco di Andora, Mauro Demicheli, ha sottolineato il valore simbolico dell’inaugurazione: «Ogni visitatore entra a far parte di un percorso virtuoso che custodisce e tramanda un patrimonio artistico italiano di alto valore». Il curatore Pietro Di Natale ha evidenziato la ricchezza del tema: «La mostra esplora la straordinaria varietà di significati assunti dalla figura della donna nell’arte italiana, tra idee, aspirazioni e sentimenti capaci di trascendere il tempo». Vittorio Sgarbi ha ricordato la forza evocativa delle opere: «I molti volti della bellezza che vedremo sono figure capaci di rappresentare e annunciare qualcosa in cui possiamo riconoscere noi stessi». Elisabetta Sgarbi ha ribadito la missione della Fondazione: «La collezione è nata per dare forma alla vita, per la gioia di chi c’è ora e di chi verrà dopo».
Il Paraxo riapre grazie al progetto di rigenerazione urbana, culturale e sociale “Ricordare il passato, per costruire il futuro”, finanziato dal Ministero della Cultura con le risorse del PNRR.
La mostra è visitabile tutti i giorni previa prenotazione tramite e-mail all’indirizzo accoglienzaturistica@comunediandora.it, WhatsApp al 392 993 5093, o direttamente presso lo sportello IAT di Andora a Palazzo Tagliaferro (Largo Milano), aperto ogni giorno dalle 9.30 alle 12.30. Sono previste visite senza prenotazione ogni venerdì e sabato dalle 18.00 alle 21.00.











