
A rendere ancora più evidente questa contraddizione sono i risultati economici della stessa Gestione Separata, che continua a registrare consistenti avanzi di bilancio. Nel 2025 il risultato economico positivo ha raggiunto 9,5 miliardi di euro. Una gestione previdenziale che contribuisce in misura così rilevante agli equilibri del sistema pensionistico non può lasciare senza adeguate tutele i lavoratori che la alimentano con i propri contributi. Il confronto con le prestazioni assistenziali è particolarmente significativo: nel 2026 l’assegno sociale ammonta a circa 546 euro mensili. Pur trattandosi di strumenti con finalità e requisiti differenti, emerge una questione di fondo: non è accettabile che una vita di lavoro e contribuzione possa tradursi in una pensione inferiore ai livelli essenziali di sostegno economico.
“La tutela delle persone in condizioni di bisogno rappresenta una conquista fondamentale del nostro sistema di welfare, che deve essere preservata. Ma la solidarietà – sottolinea il presidente di CNA Professioni Fabio Massimo – non può prescindere dall’equità. È difficile spiegare a un professionista che la gestione alla quale versa i contributi produce ogni anno miliardi di euro di avanzo, mentre la sua prospettiva previdenziale rischia di essere una pensione da poche centinaia di euro. È necessario riconoscere il valore dei contributi versati e impedire che lavoratori autonomi, professionisti e collaboratori siano penalizzati rispetto ad altre categorie”.
Per la CNA occorre affrontare il tema senza contrapporre le generazioni e le diverse forme di lavoro. La sostenibilità finanziaria del sistema pensionistico è un obiettivo imprescindibile, ma non può essere disgiunta dalla sua sostenibilità sociale. È necessario avviare un riordino organico delle regole previdenziali, con particolare attenzione alle tutele dei lavoratori iscritti alla Gestione Separata, alla valorizzazione dei contributi effettivamente versati e all’introduzione di strumenti che garantiscano un livello pensionistico dignitoso, compatibilmente con gli equilibri della finanza pubblica.











