
Entrando più nel dettaglio, la ventilazione meccanica è fondamentale per garantire una buona qualità dell’aria nelle scuole, ma è altrettanto importante intervenire sugli inquinanti presenti negli ambienti e sulle superfici di uso quotidiano. «Stare bene a scuola significa anche prestare attenzione a ciò che non si vede, ma accompagna ogni momento della giornata ovvero l’aria che respiriamo, soprattutto con l’avvicinarsi della stagione influenzale», spiega il professor Angelo Del Favero, coordinatore del comitato scientifico di REair e già direttore generale dell’Istituto Superiore di Sanità. «Il ricambio d’aria attraverso l’apertura delle finestre è fondamentale, ma da solo non è più sufficiente: ai sistemi di ventilazione meccanica che sono proposti per l’installazione nelle aule occorre affiancare soluzioni capaci di agire anche sulle fonti di contaminazione. Ad esempio, le tecnologie fotocatalitiche, applicate correttamente in aule, corridoi, mense, sale riunioni, uffici, palestre e servizi igienici, possono contribuire a ridurre fino all’80% i principali inquinanti presenti sulle superfici. In questo modo, le superfici diventano parte attiva nel processo di riduzione degli inquinanti, contribuendo a migliorare la qualità dell’aria indoor e a rendere gli ambienti più salubri per bambini, ragazzi e personale scolastico», conclude Del Favero.
È in questo contesto che nasce “La Scuola che Respira”, il progetto promosso da REair, azienda italiana cleantech, parte di Gewiss Group, specializzata in tecnologie fotocatalitiche per migliorare la qualità dell’aria indoor e outdoor. «Siamo partiti dalla Lombardia, puntando a raggiungere le 7.687 sedi scolastiche statali e paritarie che, secondo i più recenti dati del Ministero dell’Istruzione e del Merito, accolgono oltre 1,3 milioni di alunni, dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado, con l’obiettivo di applicare il modello su scala nazionale», spiega Raffaella Moro, Presidente & Founder di REair. «I benefici potenziali riguardano la salubrità degli ambienti e la riduzione dei costi di manutenzione, ma non si limitano al contesto scolastico. Migliorare la qualità degli ambienti significa anche contribuire a contenere le ricadute delle malattie respiratorie sulla vita quotidiana: alle assenze degli studenti, ma anche del personale docente, si aggiungono, infatti, le giornate di lavoro perse dai genitori per assistere i figli malati, con conseguenze che coinvolgono le famiglie e, più in generale, la collettività», conclude Moro.
A oggi, gli interventi realizzati hanno interessato complessivamente circa 44mila metri quadri di superfici di pareti di aule scolastiche. Secondo le stime teoriche basate sull’applicazione del prodotto REair Original Plus, il trattamento di queste superfici corrisponderebbe a una riduzione di 6.550 kg di ossidi di azoto (NOx) all’anno. In termini di emissioni, il risultato sarebbe equivalente a quelle prodotte annualmente da circa 9.097 auto a benzina Euro 6. Anche il confronto con il verde urbano offre un’indicazione dell’impatto potenziale: sulle superfici outdoor, l’effetto del rivestimento sarebbe teoricamente paragonabile a quello di 7.838 alberi sempreverdi o 15.719 alberi decidui all’anno. Il progetto ha preso il via nel 2020 con una prima sperimentazione presso l’Istituto Gonzaga di Milano, dove sono stati trattati 24.000 m² di superfici di tutti i locali, incluse mense e palestra.
In Lombardia, gli interventi hanno successivamente coinvolto anche le aule di molte altre strutture scolastiche dell’area milanese-lombarda come l’Istituto Cavalleri di Parabiago, l’Istituto Spiga e l’Istituto Cavalieri di Milano, l’Istituto M. Bellisario di Inzago, l’Istituto Leone Dehon di Monza e l’Istituto Montessori di Varese. Fuori dalla regione, sono già stati realizzati interventi presso la Scuola G. Falcone di Santena e la Scuola R. Clara di Pancalieri, in provincia di Torino, le scuole comunali di Verrone, nel Biellese, l’Istituto Spinelli di Scandicci, in provincia di Firenze, e l’Università Telematica Unitelma Sapienza di Roma. Ecco, infine, i cinque consigli degli esperti di REair per migliorare la qualità dell’aria indoor nelle scuole e tutelare più in generale la salute degli studenti, degli insegnanti e del personale scolastico.
- Arieggiare gli ambienti con regolarità. Aprire le finestre durante le pause e tra una lezione e l’altra favorisce il ricambio d’aria, soprattutto nelle aule a ventilazione naturale, dove i livelli di CO₂ superano spesso le soglie di riferimento.
- Investire su interventi di manutenzione continua dei sistemi di ventilazione meccanica. Filtri e condotti non controllati con regolarità perdono efficacia: una manutenzione costante garantisce un ricambio d’aria effettivo, in linea con i requisiti della norma UNI 12016:2026.
- Monitorare in continuo la qualità dell’aria nelle aule e negli altri ambienti di maggiore frequentazione, ad esempio mense scolastiche e palestre.
- Eseguire controlli periodici tramite bioluminometro per valutare le cariche di microorganismi presenti sulle pareti.
- Formare e informare alunni, studenti e genitori sul possibile miglioramento della qualità dell’aria attraverso una consapevole gestione degli spazi, trattati con prodotti REair.











