
Lo ha riferito un giornale studentesco, ‘L’Universitario’, sul quale la studentessa, Marta, che sta per concludere il terzo anno di giurisprudenza, afferma: “Non è giusto minimizzare, non è giusto sdrammatizzare, non è giusto chiudere gli occhi. Bisogna chiamare le cose con il loro nome, e le uniche parole che possano dirsi per questa situazione sono: pregiudizio e discriminazione”.
“Vogliamo esprimere tutta la nostra solidarietà a Marta e a tutti gli studenti fuori-sede che subiscono discriminazioni ingiustificate. Comportamenti del genere non possono essere tollerati”, commenta l’Unione degli Universitari attraverso la coordinatrice, Sofia Giunta.










