
Tutto nasce da controlli coordinati dal Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari Carabinieri e promossi da Interpol per il contrasto allo sversamento di rifiuti in mare, nell’ambito dei quali il Nucleo Investigativo Polizia Ambientale e Agroalimentare Forestale (Nipaaf) dell’Aquila aveva individuato sacchetti di insolita consistenza con la scritta “100% biodegradabile compostabile”.
Le analisi chimiche avevano poi rivelato che i sacchetti erano fatti di un polimero non biodegradabile né compostabile, erano quindi non idonei all’utilizzo e alla commercializzazione. Da luglio 2018 a oggi risultano essere stati importati oltre 10 milioni di sacchetti di questo tipo.
I Carabinieri Forestali, coordinati dal responsabile dell’operazione, Ten. Col. Antonio Renato Rampini, comandante del Nipaaf L’Aquila, hanno individuato l’importatore e sono risaliti alla documentazione doganale che già li indicava come “sacchetti in polietilene per frutta e verdura” e che, quindi, non erano da immettere sul mercato poiché riportavano, falsamente, la scritta “biodegradabile” e avrebbero causato inquinamento ambientale. Perquisizioni e sequestri sono stati disposti da Procura della Repubblica dell’Aquila (pm Fabio Picuti) e dal Tribunale dell’Aquila (Gip Guendalina Buccella).











