
A spiegarlo all’Agi e’ Maurizio Rodi, direttore sanitario della onlus Ad Spem: “I donatori abituali vanno in vacanza, mentre per altri e’ sconsigliato donare nelle giornate troppo calde. A cio’ si aggiunge il fatto che i tradizionali centri di raccolta come scuole e parrocchie sono chiuse o rallentano l’attività”.
E, se e’ vero che i reparti di chirurgia generale possono ridurre il numero di interventi, i centri trapianti, quelli trasfusionali o ematologici non possono schiacciare il piede sul freno.
“Per un trapianto di fegato – continua Rodi – occorrono circa 40 unita’ di globuli rossi e una 60 unita’ di plasma, in pratica l’equivalente di due mattinate di raccolta sangue”.
In generale la ricetta e’ solo una: sensibilizzare gli italiani alla donazione di sangue che “oltre ad essere un gesto di grande responsabilita’, generosita’ e civilta’ e’ anche un modo per fare medicina preventiva”.










