“Etica dell’Intelligenza Artificiale a tutela degli ultimi”, il nuovo saggio di Federico Bergaminelli

ROMA – È disponibile in libreria e negli store digitali il nuovo e atteso saggio dell’avvocato Federico Bergaminelli dal titolo “Etica dell’Intelligenza Artificiale a tutela degli ultimi”, edito da Intrecci Edizioni. Il volume si apre con un’immagine potente che definisce l’intero percorso narrativo, quella dell’IA come un viandante senza volto che attraversa le nostre città: “Non ha un nome né una storia visibile, ma il suo passaggio modifica i destini di chi incrocia il suo cammino”.

L’autore, che da anni si batte per una consapevolezza digitale diffusa, abbandona i tecnicismi per porre una questione squisitamente umana e politica, chiedendosi se questa forza invisibile sarà “uno scudo che difende i deboli o una spada che colpisce chi è già a terra”, sottolineando con fermezza che il vero dibattito etico non nasce dal fascino per la macchina, ma dalla necessità di capire se la tecnologia “rafforzerà la dignità degli ultimi o amplierà la distanza, già oggi incolmabile, tra chi detiene il potere e chi non ne ha”.

Attraverso un’analisi che tocca welfare e giustizia, Bergaminelli demolisce il mito della neutralità algoritmica, spiegando come i dati, se non governati, rischino di proiettare nel futuro le ingiustizie del passato, trasformando l’IA in un “giudice digitale” che spesso decide della vita altrui in una “stanza senza finestre”. “Non dobbiamo fidarci ciecamente.” sottolinea l’autore “La tecnologia può supportare le decisioni, ma non dovrebbe mai sostituire completamente il giudizio umano, soprattutto quando sono in gioco diritti, lavoro, salute o la dignità delle persone. È necessario un controllo umano che agisca come un ‘consiglio dei saggi’ per evitare che la società scivoli in una algocrazia dove i più vulnerabili diventano scarti statistici. La responsabilità deve restare umana”.

Con questo libro, l’avvocato Bergaminelli ci consegna una guida per abitare il presente senza perdere di vista i nostri diritti: “Un cittadino informato è molto più difficile da trattare come un semplice numero. Dobbiamo abitare il presente senza smarrire la bussola dei diritti: la tecnologia deve essere uno strumento al servizio dell’uomo, mai il suo padrone invisibile”.