Acerbo: “Ricostituire e demilitarizzare il Corpo Forestale, il Parlamento si dia una mossa”

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ROMA – “È importantissimo che il Parlamento abbia iniziato a discutere per legiferare la ricostituzione del disciolto Corpo Forestale dello Stato i cui appartenenti, in quanto civili, sono stati irregimentati nell’Arma dei Carabinieri e militarizzati de facto. Anche la Corte Europea per i diritti dell’uomo si è espressa lo scorso giugno contro questo accorpamento che ha privato gli appartenenti al Corpo del diritto di sciopero e indebolito quello della libera associazione. La Corte europea ipotizza infatti una violazione dell’articolo 11 della Convenzione europea che tutela il diritto di libera riunione e associazione”. Così in una nota Maurizio Acerbo (foto), Segretario nazionale PRC, e Gregorio Piccin, Responsabile pace PRC.

“Si sono perse tra l’altro fondamentali competenze in materia di anti incendio boschivo e manutenzione del territorio. Questo è stato l’unico risultato della legge Madia, uno dei tanti misfatti voluti dal PD a trazione renziana”, aggiungono. “Auspichiamo che dalla giungla delle ben sette Proposte di Legge che vanno in questo senso emerga rapidamente un unico testo che non sia solo restaurativo ma che attribuisca maggiori risorse al concetto di prevenzione e gestione delle crisi ambientali”.

Una Proposta di Legge che “dovrebbe essere approvata nel più breve tempo possibile per restituire al Paese tutte le competenze in materia di salvaguardia di flora e fauna contro gli incendi, il bracconaggio e i tanti reati ambientali che i sostenitori del capitalismo all’italiana hanno per anni causato con conseguenze dirette sulla salute del territorio e dei cittadini! Il Partito della Rifondazione Comunista sostiene con convinzione la necessità della ricostituzione del Corpo Forestale dello Stato come Corpo di polizia ambientale e paesaggistico a ordinamento civile e del ripristino dei molti diritti sindacali che una sciagurata legge ha cancellato nella legislazione nazionale”.

Acerbo e Piccin auspicano che “anche le associazioni ambientaliste e sindacali nonché le migliaia di sindaci che, senza adeguato supporto, si trovano a fronteggiare grandi e piccoli incendi boschivi facciano pressione affinché il Parlamento proceda spedito per seppellire definitivamente i gravi danni ambientali causati dalla legge Madia”.