A Roma “Macula Today”: in anteprima i risultati del microchip che ridà la vista a pazienti con degenerazione maculare

ROMA – Il sogno che gli oculisti hanno coltivato per anni, quello di far rivedere i non vedenti, è diventato una realtà. Saranno presentati a Roma i primi risultati della sperimentazione del microchip retinico a pazienti con degenerazione maculare legata all’età. Se ne discuterà in occasione della quarta edizione di “Macula Today”, in programma a Roma domani, lunedì 15 ottobre, alle ore 15.30 presso il Rome Cavalieri, Walford Astoria Hotel & Resort (Sala Terrazza Monte Mario), in Via Alberto Cadlolo, 101, con la partecipazione, in qualità di moderatore, del conduttore Michele Mirabella.

Proprio in occasione della prima edizione il Prof. Daniel Palanker della Stanford University aveva presentato a Roma il suo studio che, grazie all’impianto di un microchip retinico e a un sistema di trasmissione delle immagini mediante uno speciale tipo di occhiali sviluppato nella Silicon Valley, offre una nuova opportunità visiva a chi ha perso la vista. Daniel Palanker tornerà a Roma per presentare i primi dati e i risultati ottenuti nella sperimentazione del microchip che, per la prima volta, è stato impiantato nei pazienti con degenerazione maculare legata all’età. Il primo microchip retinico (retina artificiale) progettato dal Prof. Daniel Palanker impiantato in un paziente completamente non vedente e che a distanza di 10 mesi dall’impianto è oggi in grado di potere leggere lettere grandi e di potere anche riconoscere alcune parole. Solo in Italia sono oltre 1 milione i pazienti che soffrono di questa malattia. Attraverso il microchip retinico si dovrebbe arrivare a ripristinare una capacità di lettura pari a 1/10 (un decimo).

Torna, dunque, l’iniziativa promossa dalla Macula & Genoma Foundation Onlus, presieduta dal Prof. Andrea Cusumano (senza alcun supporto di case farmaceutiche e altri soggetti), in collaborazione con l’Unione Nazionale Ciechi e Ipovedenti  e con la IAPB (International Association Preventing Blindness) Lazio, rivolta in particolare ai pazienti affetti da patologie degenerative della macula e ai loro familiari. L’incontro, cui si potrà partecipare gratuitamente inviando una mail a maculatoday@gmail.com, consentirà ai pazienti di ascoltare le ultime novità sulla materia e soprattutto fare domande agli esperti che interverranno nel corso del pomeriggio. La Fondazione, infatti, è impegnata a promuovere la ricerca e l’informazione nell’ambito delle malattie oculari. Finalità del Meeting è anche quella di riunire specialisti di diversa formazione scientifica, Istituti e Paesi, animati dal medesimo interesse per i non-vedenti, al fine di potere cooperare contestualmente al progetto comune della visione artificiale.

“Il Meeting”, afferma il presidente della Fondazione Macula Today, Andrea Cusumano, “anche quest’anno presenta i più innovativi mezzi terapeutici attualmente in uso (protesi retiniche) capaci di restituire una certa visione ai non-vedenti. Saranno illustrate le ultime tecniche che consentono di raggiungere questo obiettivo in via alternativa  (opto-genetica, opto-farmacologia, cellule staminali, impianti corticali, etc.). C’è grande attesa per l’intervento di Daniel Palanker che, per la prima volta in Europa, illustrerà i dati sull’uso del microchip retinico. Ma i temi saranno numerosi. A partire dalla possibilità di poter utilizzare dei virus che trasportano un DNA ingegnerizzato all’interno di cellule retiniche difettose, in grado di selezionare la parte di DNA buona. Si discuterà anche di terapie medicinali personalizzate, valutando il patrimonio genetico dei pazienti. Uno spazio importante sarà dedicato all’ambito delle staminali, utilizzate per la cura della retinite pigmentosa. Con il prof. Kramer si affronterà l’uso di photo switch, molecole che permettono di rendere fotosensibili cellule retiniche che non avevano questa funzione. Con una molecola è possibile dare una percezione visiva ai pazienti non vedenti”.

Tre le sessioni di lavoro previste quest’anno. In “La terapia genica e il ruolo di Hub della Macula & Genoma Foundation” ci saranno gli interventi del Prof. Andrea Cusumano dell’Università di Roma Tor Vergata, del Rheinische Friedrich-Wilhelms Universität, Bonn e del Weill Cornell Medical College, New York che introdurrà il ruolo di HUB che la Macula & Genoma Foundation Onlus sta svolgendo nell’arruolamento dei pazienti che soffrono di gravi disabilità visive e che oggi sono potenzialmente candidati alla terapia genica, che intende attivare o riattivare funzioni biologiche assenti o alterate mediante l’inserimento intracellulare di DNA ingegnerizzato (sano) all’interno delle cellule retiniche difettose. Il fine è di avere un database paragonabile a quello che esiste nell’ambito dei trapianti per permettere ai pazienti, previa un esaustivo esame preliminare, di individuare quale tra i protocolli terapeutici in corso sia quello più adatto a modificare la propria condizione genetica patologica mediante il “rimpiazzo” con DNA sano.

Si torna a discutere di “Visione artificiale” con il prof. Daniel Palanker, Departement of Ophthalmology and Hansen Experimental Physics Laboratory Stanford University, che interverrà su “Visione artificiale nella degenerazione maculare legata all’età con l’impianto PRIMA”. Il prof. Michael Gorin (UCLA University, Angeles) presenterà un progetto che insieme al Prof. Emiliano Giardina (Roma, Tor Vergata) cercherà di identificare le “migrazioni” italiane negli ultimi secoli tracciando un profilo genetico nei pazienti che soffrono di degenerazione maculare legata all’età. Un albero genealogico ripercorso al ritroso seguendo i geni della malattia.

Il prof. Henry Klassen (Irvine University) presenterà il primo studio di Fase II-b sulle cellule staminali (progenitrici embrionali) iniettati nella cavità vitreale dei pazienti che soffrono di retinite pigmentosa. Quindi il prof. Richard Kramer (Berkeley University) che ha introdotto una molecola (“photoswitch”) capace di rendere fotosensibili cellule retiniche di diversa natura biologica e di utilizzarle come surrogati di “coni e bastoncelli” per ottenere una percezione visiva in pazienti che oggi vivono nella completa oscurità. Infine, il prof. Benedetto Falsini dell’Istituto di Oftalmologia, Università Cattolica S. Cuore, Roma e della Fondazione Policlinico Universitario “A. Gemelli” presenterà nuove metodiche di valutazione funzionale (mediante l’elettrofisiologia) dei risultati clinici di tutti gli studi e le sperimentazioni presentate.