
“Ci ritroveremo insieme, cittadini, associazioni e istituzioni, per ripristinare lo striscione vandalizzato nei primi giorni di agosto e riaffermare, con forza e dignità, che la memoria non può essere cancellata”, spiegano i promotori dell’iniziativa, “Il ricordo di Pamela non appartiene soltanto alla sua famiglia, ma a un’intera comunità che continua a chiedere verità e giustizia. Vandalizzare una panchina, distruggere uno striscione o minimizzare il suo dramma significa oltraggiare la memoria di tutte le donne vittime di violenza, significa tentare, ancora una volta, di seppellire la verità sotto l’indifferenza. Pamela è stata uccisa due volte: la prima, nel modo più barbaro e disumano; la seconda, dall’oblio e dal silenzio che troppo spesso circondano le vittime “scomode”. È stata trattata come una vittima di serie B, dimenticata dalle istituzioni, trascurata da chi avrebbe dovuto indagare fino in fondo, e offesa da chi ha provato a ridurre la sua tragedia a un fatto di cronaca minore. Ma la memoria non si cancella. E la sua famiglia, guidata dal coraggio instancabile della madre, Alessandra Verni, non ha mai smesso di lottare contro una giustizia parziale, contro archiviazioni troppo frettolose, contro il silenzio su complici e responsabilità ancora oscure. Oggi chiediamo che la memoria di Pamela sia finalmente rispettata e che il suo nome diventi simbolo di giustizia e di dignità. Chiediamo che la sua storia non venga più dimenticata, e che nessuna giovane donna sia mai più lasciata sola nel momento del bisogno”.
L’invito è rivolto a tutti i cittadini, alle associazioni e ai rappresentanti di ogni parte politica “affinché questo momento di ricordo sia anche un segno di unità e consapevolezza civile. Solo insieme possiamo trasformare il dolore in impegno, e la memoria di Pamela in un monito che valga per tutti: “Non si può dimenticare. Il ricordo è giustizia”.











