A Taste, Agronetwork e Confagricoltura aprono il dibattito sui nuovi modelli alimentari

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A Pitti Taste Agronetwork e Confagricoltura discutono la nuova piramide alimentare americana e il ruolo della cultura gastronomica italiana nei modelli futuri

FIRENZE – Agronetwork, in collaborazione con Confagricoltura, ha organizzato alla UniCredit Taste Arena di Pitti Taste il talk “Piramide alimentare e cultura del cibo: verso nuovi modelli”, un appuntamento ormai consolidato che mette al centro il valore del cibo come cultura, identità e responsabilità.

Aprendo i lavori, Giulia Callini, segretario generale di Agronetwork, ha ricordato come Taste rappresenti un luogo privilegiato per valorizzare eccellenze, territori e filiere.

“Il cibo non è solo nutrizione ma cultura, identità e responsabilità. È fondamentale richiamare il modello della dieta mediterranea – riconosciuto dall’UNESCO patrimonio culturale immateriale – e ripensare la piramide alimentare affinché resti uno strumento utile, capace di unire salute, sostenibilità ambientale e valore economico delle produzioni”.

Al centro del confronto, la discussa “nuova piramide alimentare americana”, analizzata da Sara Farnetti, medico internista e presidente di Agronetwork.

“Va letta come una linea guida, una sorta di lista della spesa mentale: utile perché riduce gli ultraprocessati e rimette al centro il cibo vero. Ma non è prescrittiva: mancano quantità, frequenze e indicazioni su preparazioni e abbinamenti. Per questo funziona solo se la completiamo con ciò che le manca: la cucina italiana, che aiuta a combinare qualità, scelte e frequenze”.

Il tema della qualità e della sostenibilità delle produzioni è stato approfondito da Valeria Bruni Giordani, vicepresidente di Confagricoltura Firenze e produttrice di carne biologica.

“Il prodotto deve essere di qualità e sostenibile, anche quando la piramide è ‘rovesciata’. La carne bio contiene il 17% in meno di colesterolo e il 32% in meno di grassi rispetto a quella convenzionale”.

A rappresentare una delle filiere simbolo della biodiversità italiana è intervenuto Gerardo Diana, presidente del Consorzio di Tutela Arancia Rossa di Sicilia IGP, che ha evidenziato le opportunità per il comparto ortofrutticolo.

“L’Europa ci dice che siamo carenti di 500 grammi di ortofrutta a persona all’anno: moltiplicando questo dato per tutti i cittadini europei, emerge una grande opportunità per il settore italiano e non solo”.

Il talk ha confermato la centralità del dialogo tra scienza, cultura gastronomica e filiere produttive, con l’obiettivo di costruire modelli alimentari capaci di coniugare salute, sostenibilità e competitività.