Acquisti immobiliari di nuda proprietà, il 79,2% sono investitori

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MILANO – Dall’analisi realizzata dall’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa sulle compravendite di nuda proprietà effettuate nel 2020 dalle agenzie affiliate Tecnocasa e Tecnorete, risulta che l’84,9% di chi vende lo fa per reperire liquidità, per mantenere un certo tenore di vita, oppure per far fronte ad esigenze legate all’avanzare dell’età e a volte per sostenere i figli nell’acquisto della casa. Nel 2020 il numero complessivo di compravendite di nuda proprietà, concluse attraverso le nostre agenzie, è diminuito del 23,4% rispetto al 2019. L’arrivo della pandemia, infatti, ha frenato gli acquisti per investimento; la nuda proprietà, essendo 8 volte su 10 un acquisto per investimento, non ha fatto eccezione. Nel 2020 il 79,2% delle compravendite di nuda proprietà sono state finalizzate all’investimento a lungo termine.

Gli acquirenti di nuda proprietà si distribuiscono soprattutto nelle fasce di età sotto i 55 anni, con una leggera prevalenza degli acquirenti con un’età compresa tra 45 e 54 anni, che compongono il 31,1% del totale. Rispetto al 2019 diminuiscono ulteriormente le percentuali di acquisto da parte di persone con più di 54 anni. La maggioranza dei venditori di nuda proprietà appartiene a nuclei familiari monocomponente, nel 63,9% dei casi, infatti, si tratta di single, vedovi, divorziati e separati. Per quanto riguarda gli acquirenti nella maggior parte dei casi si tratta di coppie e coppie con figli che compongono il 69,0% del totale.

La tipologia più compravenduta con la formula della nuda proprietà è il trilocale con il 42,5% delle preferenze, seguono i bilocali con il 23,3%. Nel 2020 si registra un aumento della percentuale di acquisto di soluzioni indipendenti e semindipendenti che passa dall’8,6% del 2019 all’attuale 12,3%. Infatti, in seguito all’emergenza sanitaria ed al primo lockdown, si è evidenziato un aumento delle compravendite di tipologie più ampie e dotate di spazi esterni, tendenza registrata anche nel segmento della nuda proprietà.

Solo il 20,3% degli acquisti di nuda proprietà si conclude grazie all’ausilio di un mutuo, mentre nel 79,7% dei casi si acquista in contanti. Rispetto al 2019 si registra un ulteriore ribasso della quota di acquisti con mutuo, che nel 2019 arrivava al 24,5%. Sul portale www.wikicasa.it (di cui Tecnomedia, società di servizi del Gruppo Tecnocasa, detiene il 33% delle quote societarie) sono presenti oltre 8000 unità immobiliari con la formula della nuda proprietà. La maggior concentrazione degli immobili proposti con la formula della nuda proprietà sono ubicati nel Lazio con 1418 immobili; a seguire Lombardia (1341), Veneto (1090), Piemonte (665) e Toscana (480) – dati al 15.04.2021.

Le tipologie in nuda proprietà sono costituite principalmente da appartamenti (5940, tra cui si annoverano anche 123 attici), non mancano soluzioni indipendenti, come ville, porzioni di ville e rustici che raccolgono oltre 1500 immobili. Wikicasa (che ad aprile 2020 registrava un traffico di +30,47% rispetto a periodo precedente) segnala l’aumento del trend di ricerca relativo alla tipologia contrattuale “Nuda proprietà” a livello di visite e richieste nell’ultimo anno.
Per quanto riguarda le visite:
– Ad aprile 2020 si è riscontrato un boom di visualizzazioni sulla tipologia di contratto “Nuda proprietà”: +135% rispetto a marzo 2020
– Il dato si è mantenuto costante per tutto il periodo del lockdown della scorsa primavera, fino a giugno 2020. Per riprendere a settembre 2020, riportando i livelli di ricerca a quelli del periodo primaverile
– Nei primi 3 mesi del 2021 prosegue il trend di crescita sul contratto “Nuda proprietà” rispetto al trimestre precedente

A livello di richieste, l’aumento delle visite relativo alla tipologia “Nuda proprietà” di aprile 2020 si è tradotto in un +86% a livello di richieste rispetto al periodo precedente. Crescita ancor più marcata a giugno 2020. A gennaio 2021 si è registrato un nuovo incremento. Per Wikicasa, l’aumento a livello di ricerche può essere spiegato con una maggiore conoscenza della tipologia contrattuale e – per quanto riguarda l’incremento nel periodo di lockdown – si è riscontrato un trend di crescita generale delle ricerche immobiliari, legato a una voglia di evasione e di miglioramento della qualità della vita e degli standard abitativi in un periodo particolare di forzata reclusione.