Adfer chiede la grazia per Mauro Moretti

ROMA – Concedere la Grazia al manager Mauro Moretti. E’ l’iniziativa lanciata da Adfer, l’associazione che raggruppa le imprese per il controllo vegetativo lungo le linee ferroviarie, dopo la sentenza che ha visto condannato l’ex amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato per l’incidente avvenuta nella stazione di Viareggio nel 2009.

“Le sentenze non si discutono: si applicano”, spiegano gli esponenti dell’associazione. “È un principio cardine dello Stato di diritto, tanto più quando sullo sfondo restano vittime innocenti, verso i cui familiari va rinnovato un sentimento di vicinanza e solidarietà. Stabilito ciò, la vicenda riapre una riflessione profonda sull’architettura e sulle responsabilità del sistema ferroviario italiano. Appare oggettivamente irrealistico immaginare che il vertice di RFI-FS, gestore della rete e delle infrastrutture nazionali, o meglio il suo Amministratore Delegato, possa conoscere nel dettaglio criticità e condizioni operative di ogni singolo tratto degli oltre 18.600 chilometri di linea, delle oltre 2.200 stazioni e di un patrimonio diffuso che comprende più di 100.000 ettari di aree di servizio e di lavoro. Pretendere un intervento sistematico e simultaneo “da Bolzano a Palermo, da Cagliari a Trieste” per garantire in ogni istante la sicurezza dell’intera rete significa misurarsi con i limiti strutturali di un’organizzazione vasta e stratificata”.

Per gli esponenti di Adfer “la decisione dei giudici ha colpito una persona, Mauro Moretti, all’epoca Amministratore Delegato di RFI – FS. Moretti si dimise immediatamente per consentire il sereno svolgimento del processo, rinunciando allora anche all’istituto della prescrizione. Figura che ha dedicato la propria carriera al mondo ferroviario, con l’obiettivo dichiarato di assicurare un trasporto sicuro a milioni di utenti, Moretti si trova oggi a pagare in prima persona inefficienze e inadeguatezze attribuite a un sistema complesso e a una struttura societaria pachidermica, articolata su più livelli di responsabilità. Mauro Moretti ha guidato il Gruppo Ferrovie dello Stato (FS) come Amministratore Delegato dal 2006 al 2014, risanando i conti dell’azienda e portandola all’attivo di bilancio. È noto, inoltre, per aver fortemente spinto sullo sviluppo dell’Alta Velocità e per aver riorganizzato la struttura industriale del gruppo. Alle Ferrovie, nel 2006, trova uno stato di cose pessimo, una società che rischia di fallire da un momento all’altro. Moretti inizia una politica di tagli ed investimenti allo stesso tempo. Così inizia a ridurre tutti quei servizi effettuati da Ferrovie e che portavano poco o zero utili, come ad esempio il servizio treni merce, che secondo Moretti era ormai costoso ed obsoleto. Il piano diventa vincente: il 2008 finisce in positivo, mai successo per le Ferrovie dello Stato. Nel 2009 sempre con la gestione Moretti, le Ferrovie dello Stato portano a termine il progetto dell’alta velocità. Nei giorni scorsi l’ex manager si è presentato spontaneamente al carcere di Orvieto per dare esecuzione alla pena, in ottemperanza a quanto stabilito dalla giustizia, assumendosi così il debito con la comunità”.

Secondo il direttivo d Adfer “un eventuale provvedimento di clemenza, lungi dal cancellare le responsabilità accertate, rappresenterebbe il riconoscimento della complessità di una vicenda che continua a interrogare il rapporto tra colpa individuale e organizzazione dei grandi apparati. Il dibattito pubblico torna così al suo punto d’origine: come coniugare la necessaria personalizzazione della responsabilità penale con la realtà operativa di infrastrutture complesse, dove la sicurezza dipende da catene decisionali articolate, procedure sofisticate e controlli distribuiti. È in questo spazio che la cronaca giudiziaria incontra la politica delle infrastrutture, nella ricerca di un equilibrio tra giustizia per le vittime, responsabilità effettive e riforme capaci di prevenire il ripetersi delle tragedie, oltre che di sanzionarle a posteriori. E proprio per questo che ci facciamo promotori presso la Presidenza della Repubblica di avanzare formale richiesta di concessione della grazia per quanto meglio sopra espresso”.

Per il vicepresidente di Adfer, Diego Righini, “se la Presidenza della Repubblica, con Sergio Mattarella, ha concesso la Grazia a Nicole Minetti, non avrà difficoltà a concederla all’ingegner Mauro Moretti per avere salvato un’infrastruttura strategica per il Paese”.