
All’udienza ha assistito, come ad altre precedenti, un funzionario dell’ambasciata italiana al Cairo insieme ad altri diplomatici, oggi delle ambasciate francese, olandese e canadese. Lo si è appreso al Cairo, dove Patrick è detenuto nel carcere di Tora. I quattro diplomatici hanno potuto vedere Patrick Zaki e salutarlo, trovandolo in “buono stato”, si è appreso nella capitale egiziana. Lo studente ha ringraziato più volte i diplomatici presenti per il sostegno che viene dall’Ue e dai loro Paesi.
I funzionari si sono recati al tribunale su iniziativa italiana, nell’ambito del meccanismo di monitoraggio processuale dell’Unione Europea. Il caso Zaki è al momento l’unico attivamente monitorato da un gruppo di Paesi, e ciò sempre per iniziativa dell’ambasciata italiana al Cairo, mentre il meccanismo di monitoraggio nel suo complesso rimane momentaneamente sospeso a causa del Covid.











